Benevento

Una sorta di vademecum per cercare di prevenire i furti nelle abitazioni. Indicazioni diverse: per chi vive in un appartamento o in una casa con giardino. A fornirle è Ezio Maria Romano, presidente della Federazione italiana cani da guardia. Che in una lunga nota ricorda che “per chi vive in appartamento risultano provvidenziali i consigli di alcuni esperti di sicurezza dell’Unione nazionale dei consumatori per proteggere al meglio le abitazioni durante le vacanze estive: evitare di far sapere se si sta partendo, controllare il funzionamento del sistema dell’allarme, lasciare accesa una luce o la radio per mostrare che la casa è abitata, chiedere ad un amico di controllare periodicamente l’abitazione e di prelevare con frequenza la corrispondenza che potrebbe accumularsi nella casella condominiale”. Romano sottolinea anche alcuni suggerimenti delle forze dell’ordine: “mettere solo il cognome sia sul citofono sia sulla cassetta della posta per evitare di indicare il numero effettivo di inquilini; non attaccare al portachiavi targhette con nome ed indirizzo che possano, in caso di smarrimento, far individuare immediatamente l’appartamento; non conservare nella stessa borsetta sia le chiavi che i documenti di identità; una porta blindata con spioncino e serratura di sicurezza, inferriate alle finestre, potendo ulteriormente contare su videocitofoni e/o telecamere a circuito chiuso”.
 
Quanto alla case con giardino, nessun dubbio: “sono i cani da guardia a rappresentare la maggiore sicurezza contro i furti e le pericolosissime rapine”. Dal 2010 ad oggi – scrive Romano -,”noi della Federazione italiana cani da guardia abbiamo istruito, tramite corsi, stage e consulenze a domicilio, centinaia di famiglie su come organizzarsi per crescere e gestire al meglio animali idonei a proteggere sia le case che i proprietari.  Una coppia di cani efficaci rappresenta l’ostacolo più difficile da superare per chiunque intenda intrufolarsi abusivamente in una proprietà. E’ una difesa reale già ben visibile dall’esterno, contro la quale si è obbligati a scontrarsi per poter accedere all’area custodita, oltre ad un forte impedimento per poter agire indisturbati, unico modo per riuscire a farla franca e continuare a delinquere nel tempo”.

Nel mirino “i bocconi avvelenati, i vari spray tanto nominati, gli ultrasuoni, etc., che sono sistemi che trovano efficacia solo nella fantasia di chi non ha mai provato a fare il ladro poiché, il rischio di essere scovati durante l’immediato abbaio dei cani eccitati (prima ancora di provare ad annientarli), risulta troppo elevato per essere preso in considerazione. Non è mai accaduto una sola volta che i ladri si siano cimentati nell'annientare una coppia di cani da guardia minacciosi al cancello, le intrusioni sono sempre e solo avvenute in quei giardini nei quali vivevano cani inadeguati a proteggere la famiglia in caso di reale pericolo”.
 
A tutto ciò va “ancora aggiunto che i cani da guardia non accusano, come noi esseri umani, la paura psicologica di dover reagire di fronte a dei delinquenti magari incappucciati, poiché il loro istinto animale li porta a difendere, contro chiunque, il territorio in cui vivono: per loro, uno sconosciuto vale l’altro e quindi non permettono a nessuno di entrare”.
 
Attenzione però, non tutti i cani “cosiddetti da guardia” “si dimostrano idonei a tale mansione, occorre scegliere animali rustici che possano lavorare con qualsiasi temperatura, sia di giorno che di notte, così come molto equilibrati con chi si trova a gestirli. E’ molto importante capire che i veri cani da guardia non sono quelli che necessitano di addestramento per diventare efficaci, bensì nascono già con la loro predisposizione a proteggere la famiglia che li adotta. Non sono mai pericolosi con i famigliari che li crescono (bambini compresi), poiché non esiste alcuna relazione istintiva fra l’aggressività spontanea esternata contro il delinquente, in caso di pericolo, e l’assoluta affettuosità che riservano a chiunque appartenga al nucleo familiare "datore di cibo". Non sono mai stati i veri cani da guardia ad aggredire fatalmente i proprietari, come a volte si apprende dai giornali, bensì soggetti di razze diverse create da una irresponsabile selezione dell’uomo. Altrettanto non possono essere considerati da guardia i cani (anche se appartenenti alle razze raccomandate) se poi allevati e viziati in casa come dei poveri “umanoidi”. Gli animali “da lavoro”, per risultare efficaci, devono poter conservare il più possibile i loro istinti primordiali e non sicuramente vivere dormendo tutto il giorno sul divano, dopo essersi abbuffati con ciotole colme di croccantini”.
 
Fra le tipologie di cani più predisposti a custodire la proprietà “si distinguono i guardiani del gregge (da non confondere con i cani da pastore per la conduzione di animali). Si tratta di animali molto rustici ed equilibrati, ideali per vivere sempre all’aperto in ogni condizione climatica e solitamente dotati di un forte istinto territoriale. E’ però molto importante che dimostrino fin da cuccioli uno spiccato fastidio all’avvicinarsi di persone estranee alla proprietà dove vivono, i “normali” cani da gregge, quelli cresciuti dal pastore per tenere lontani i predatori, spesso si manifestano invece piuttosto socievoli con l’uomo e quindi poco indicati a scovare e respingere i malviventi intenzionati ad entrare nelle proprietà”.
 
Infine, ecco gli “errori da non commettere con i cani da guardia: farli vivere da soli in giardino (senza un compagno di sesso opposto), sterilizzarli, nutrirli più del necessario, farli entrare in casa dove vive la famiglia da custodire, lasciarli liberi quando entrano amici nella proprietà da custodire, incattivirli con l’addestramento, imporgli l’obbedienza a tutti costi, sgridarli o picchiarli anche piano, cimentarsi con loro in giochi competitivi e manifestarsi proprietari troppo severi e dominanti”.