Benevento

L’Italia del calcio ha scoperto pure il Benevento. Se non è servita a portare punti a casa, la sfida di Marassi ha avuto almeno questa peculiarità. Magari chi aveva senza remore posto la squadra giallorossa all’ultimo posto della griglia di partenza della massima serie, ora sarà assalito da qualche dubbio. Se l’è giocata a viso aperto la formazione di Baroni, senza timori riverenziali. E avrebbe meritato di più. Per le giocate dell’avvio e per quel finale all’arma bianca che ha messo i brividi ai tifosi blucerchiati. Senza andare a scovare attenuanti chissà dove, ne menzioniamo una sola, anzi due: le assenze di Ceravolo e Chibsah. Mica due assenze da poco… Il bomber della passata stagione (21 gol, play off compresi) e il centrocampista più amato da Baroni. Con loro dentro, chissà… Ma non è il momento delle attenuanti, piuttosto conviene estrapolare tutto quello che di buono si è visto per costruire l’immediato futuro. La serie A insegna che la squadra meno dotata dal punto di vista tecnico debba sopperire con l’attenzione. Non bisogna mai calare la concentrazione, essere sul pezzo in ogni istante della partita. Qui al primo errore vieni punito. E’ accaduto quando Cataldi, con evidente leggerezza ha toccato quel pallone per il compagno vicino facendoselo intercettare da Gonzales. Lancio a Quagliarella e secondo gol. Un peccato. Così come è stato una sofferenza quel finale in cui sarebbe servito un uomo come Ceravolo lì in mezzo all’area. Ma è inutile piangere sul latte versato. Bisogna guardare al futuro, ovvero al Bologna. Stessa concentrazione, con maggiore contributo tecnico. Da parte di chi deve recuperare e dal… mercato.

L’insindacabile Var. Mazzoleni di Bergamo e Serra di Torino. Erano i due arbitri addetti alla Var. E’ stato il loro occhio, insieme a quello delle telecamere a dire che il primo gol di Quagliarella era regolare. A noi rimane un piccolo dubbio, ma, come si dice, sei occhi sono meglio di due… Accettiamo il responso delle telecamere. 

f.s.