di Luciano Trapanese
La terra ha tremato alle 20,57 di ieri sera. Un terremoto di magnitudo 4.0. E' bastato per sconvolgere Ischia, ridurre in macerie numerose abitazioni della zona di Casamicciola, provocare la morte di due donne e il ferimento di altre 39.
E' stata una notte d'inferno sull'isola. Vacanzieri e residenti in strada. Via vai di ambulanze. L'ospedale Rizzoli chiuso per precauzione, con decine di pazienti trasportati sulla strada, in attesa delle verifiche.
La notte del miracolo
E' stata anche la notte del miracolo. Quello che ha salvato un bimbo di sette mesi, estratto vivo dai vigili del fuoco, sepolto – ma illeso – da un cumulo di macerie. Un altro fratellino, Pasquale, è stato estratto pochi minuti fa. Poco dopo anche Mattia. Tutti salvi, dopo dodici ore sotto quel che resta della loro casa.
A portare conforto ai genitori dei piccoli, in angoscia a pochi passi dalle mecerie, il vescovo di Ischia, Pietro Lagnese.
I soccorritori – e tra loro anche tanti volontari – scavano a mani nude. Una straordinaria gara di solidarietà.
Sono diverse le case crollate. Distrutta anche la chiesa di Casamicciola.
Casamicciola distrutta, è lì l'epicentro
Come detto il terremoto è stato di magnitudo 4, a una profondità di cinque chilometri. L'epicentro a tre chilometri a nord di Casamicciola.
Si tratterebbe – secondo gli esperti – di una scossa di origine tettonica e non vulcanica. Non c'entrea quindi né il Vesuvio, né il vulcano della zona Flegrea. Per fortuna.
Casamicciola è una zona a rischio sismico. Nel 1883 se n'è registrato uno di magnitudo 5.8. Provocò 2mila e 300 morti. Un disastro.
La fuga dei turisti
Sono già mille i vacanzieri che hanno lasciato l'isola. L'assalto è iniziato poco prima di mezzanotte. Tutti diretti nei porti di Napoli e Pozzuoli. Si è presto formata una fila lunghissima, che si è iniziata a smaltire solo nella mattinata.
Il panico su è diffuso soprattutto tra i turisti. Molti a quell'ora erano a cena. La luce è andata via. Poi, per strada, hanno visto pareti crollate, edifici a pezzi o lesionati. Hanno tutti deciso di fare le valigie.
Evacuato l'ospedale, poi allarme rientrato
Scene drammatiche all'ospedale Rizzoli. A scopo precauzionale l'edificio è stato sgomberato. I pazienti sono stati trasportati all'esterno. Su letti e barelle. Nel frattempo la Regione ha avviato un ponte areo per trasportare i ricoverati in altri ospedali. Ponte aereo che è stato sospeso dopo che le verifiche al palazzo non hanno evidenziato lesioni. L'edificio è sicuro.
Trentanove i feriti
Sono 29 le persone ricoverate per ferite riportate nei crolli. Altre dieci sono state medicate e dimesse.
L'Asl ha attivato un servizio di supporto psicologico per i feriti e i familiari.
Scossa avvertita nell'area Flegrea, nessun danno
La scossa di terremoto è stata avvertita anche nella zona flegrea, in particolare a Monte Procida, Bacoli e Pozzuoli. Non si registra nessun danno e nessun ferito.
Abusivismo, è polemica: usato cemento impoverito
Puntale è scattata anche la polemica sull'abusivismo. «Con l'abusivismo non si scherza, altrimenti queste sono le conseguenze». Intervistato dal Corriere della Sera, l'ex magistrato Aldo De Chiara, Procuratore aggiunto di Napoli fra il 2007 e il 2012 e coordinatore della sezione tutela del territorio, spiega che Ischia «è gravata da una serie di vincoli e tutte le costruzioni degli ultimi anni sono in gran parte fuori legge. Entro i 500 metri dal mare c'è un vincolo di inedificabilità assoluta».
Di certo una scossa di lieve entità ha causato tanti, troppi danni. Gli inquirenti hanno dimostrato più volte, negli anni passati, come molte abitazioni siano state costruite con cemento impoverito. Era stato lanciato l'allarme. Naturalmente inascoltato.
Terremoto, impossibile prevedere cosa accadrà
Gli esperti non sono in grado di dire al momento se la scossa di ieri sera sarà seguita anche da altre, magari di più forte intensità o da uno sciame sismico.
Non è stato possibile prevedere il terremoto. Perché – hanno ribadito – è impossibile. Ma di certo Ischia, come gran parte della Campania, è una zona ad alto rischio.