La prima di A al Vigorito, roba da sentimenti forti. Non c’è ancora il tutto esaurito, ma il colpo d’occhio è degno dell’evento. Fa un caldo boia, 35 gradi o giù di lì, si impietosisce persino Calvarese che comanda il time out per consentire ai giocatori di dissetarsi. Lo spettacolo è godibile, il Benevento non mostra timori riverenziali, gioca quasi da veterano, tenendo spesso il pallino del gioco. In difesa e a centrocampo il Bologna ha una struttura fisica superiore, ma la strega è sbarazzina, affida le sue volate agli uomini delle corsie esterne. Quando si innescano D’Alessandro a sinistra e Ciciretti a destra i felsinei soffrono. Cataldi gioca un primo tempo da favola, un giocatore così meriterebbe altri palcoscenici. Deve solo trovare continuità, poi, come dice Baroni, sarà l’uomo in più di questa squadra. Per un tempo il Benevento fa credere di poter portare a casa un risultato positivo, anche se in difesa qualche disattenzione rischia di spianare la strada ai rossoblu di Donadoni. Come quando, al 29’ Costa scivola e consente a Destro di involarsi tutto solo verso Belec. La battuta finale è una ciabattata inguardabile. Per fortuna del Benevento. Baroni ha scelto Ceravolo per Puscas: vuole che la “Belva” sia il trascinatore della squadra alla prima di A. Sul piano fisico però l’attaccante calabrese paga la lunga assenza dai campi. Sfiora il gol con un diagonale di sinistro, su cui sono colpevoli gli altri attaccanti a non chiudere. Lo dice anche Baroni: “Se giochiamo con quattro attaccanti, non si può vedere i difensori avversari che liberano senza problemi”. Bisogna essere più cinici, più pronti sotto porta. Vale per tutti.
La ripresa è come il primo tempo, ma il Benevento innesca di meno le corsie esterne. E il Bologna se ne giova. Ma la squadra giallorossa pecca di grande ingenuità quando da un’azione d’attacco più che interessante (conclusa male da un tiro di Ciciretti rimpallato) prende il più classico dei contropiedi: Donsah sembra neutralizzabile, invece dribbla tutti (l’ultimo è Costa) e mette in rete. Il Bologna fa la provinciale, si mette dietro e non lascia spazi al Benevento che invece prende d’assalto la sua area. Le prova tutte, gioca con decisione e lucidità. Ma non c’è mai il tocco finale. Poi negli ultimi minuti il cambio dell’arbitro e la beffa della Var. Maledetta tecnologia, ma guarda tu che cosa ti combina.
Franco Santo