Benevento

Avrebbero causato, a vario titolo, la morte di una docente. E’ l’accusa contestata ad una infermiera dell’ospedale Rummo ed alla titolare di un agriturismo calabrese nel processo per il decesso di una 52enne di Ariano Irpino, avvenuto il 27 settembre del 2009 nell’ospedale di Benevento, dove si trovava da una ventina di giorni. Dopo essere rimasta vittima di una caduta mentre era in vacanza in un agriturismo in provincia di Cosenza, la donna era stata dapprima ricoverata a Cosenza, poi alla clinica Maugeri di Telese Terme, per la riabilitazione. Era però stata colpita da un problema polmonare, per questo era stata trasferita al Rummo. Secondo una prima ricostruzione, la professoressa, tracheostomizzata, si era sentita male, fino a soffocare, mentre le stavano dando da mangiare.

Secondo la Procura, che aveva affidato al professore Fernando Panarese l’incarico di eseguire l’autopsia, la morte era arrivata per un'asfissia meccanica dovuta alla presenza di un bolo di cibo, rinvenuto durante l'esame, nelle vie aeree. Conclusioni contrastate dai consulenti dell’infermiera (è difesa dall’avvocato Nazzareno Fiorenza), che Panarese, già ascoltato in precedenza, ha ribadito questa mattina in aula, in un un’udienza che ha segnato la conclusione dell’istruttoria dibattimentale ed è stata scandita anche dalla deposizione del dottore Fernando Chiumiento, consulente della proprietaria della struttura ricettiva cosentina, e di un infermiere.  Il 19 ottobre è in programma la discussione, cui seguirà la sentenza.

L’indagine era stata avviata dopo una denuncia ai carabinieri dei familiari della vittima, parti civili con l'avvocato Michele Tedesco. Nell’inchiesta era stato  inizialmente era stato chiamato in causa anche un medico, la cui posizione era stata però archiviata.

Enzo Spiezia