Napoli

 

di Simonetta Ieppariello

Riparte l'università, ma gli esami 'si fermano', si bloccano e i disagi sono tanti. E' scattato ieri lo sciopero di 5.444 professori e ricercatori di 79 diverse università italiane.

Stop agli esami per denunciare il blocco degli scatti salariali del periodo 2011-2015. E lo sciopero durerà fino al 31 ottobre, facendo saltare così la sessione autunnale degli appelli. "Tutti gli esami corrispondenti - si legge sulla lettera della proclamazione dello sciopero firmata dai professori - verranno spostati all'appello successivo, che si terrà regolarmente".

L’iniziativa è stata promossa per protestare contro i cinque anni di blocco degli scatti di carriera e quindi degli aumenti salariali e coinvolge i docenti di tutti gli atenei italiani. 

Si chiede lo sblocco degli scatti a partire dall'1 gennaio 2015 anziché dall'1 gennaio 2016 e il riconoscimento dei loro effetti giuridici. ''Non è stata una decisione presa a cuor leggero - aveva detto a luglio all'Adnkronos Carlo Ferraro, coordinatore del Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria - ma dopo tre anni di continue sollecitazioni ai diversi governi, non avendo avuto risposte alle nostre richieste, siamo stati costretti a proclamare lo sciopero''. Una vertenza che, nei fatti, si porta avanti dal 2014.

Le ripercussioni sugli studenti saranno inevitabili, ma per cercare di non danneggiarli sono stati previsti alcuni limiti allo sciopero. L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha definito "legittima" l'iniziativa, ma con alcune limitazioni a tutela dei diritti degli studenti: "è consentita, nel periodo 28 agosto - 31 ottobre, la sospensione del primo appello laddove siano previsti più appelli nello stesso periodo; deve essere garantita l’organizzazione di un appello straordinario non prima del quattordicesimo giorno successivo a quello dello sciopero solo laddove la sessione d’esame consista in un unico appello; devono essere adottate tutte le misure necessarie al fine di evitare che l’appello straordinario pregiudichi la partecipazione degli studenti laureandi alla sessione di laurea autunnale, ivi compreso l’eventuale differimento della data di inizio di quest’ultima; deve essere garantita la massima diffusione della comunicazione di tale astensione e delle relative modalità attuative, con particolare riferimento all’erogazione delle prestazioni indispensabili, facendo ricorso anche all'ausilio di strumenti informatici (siti web, posta elettronica e intranet, ecc.)".

La Federico II lunedì 28 agosto riaprirà i battenti dopo la chiusura estiva di due settimane (decisa da qualche anno per questioni di bilancio), ma proprio in concomitanza con l’inizio dello sciopero degli esami di profitto che proseguirà poi per tutta la sessione autunnale, fino al 31 ottobre.

Una protesta clamorosa, se assumerà le dimensioni attese dagli organizzatori. Il rettore - Auspica un soluzione anche Gaetano Manfredi, rettore della Federico II e presidente dei rettori italiani: «Mi auguro che lo sciopero rientri o almeno che le modalità non danneggino gli studenti. Dal canto suo, il ministro ha manifestato la volontà di venire incontro alle esigenze dei docenti».

La protesta comunque non bloccherà le sedute di laurea, anche se potrebbe farle slittare nei casi in cui i candidati abbiano gli ultimi esami da sostenere proprio tra il 28 agosto e il 31 ottobre. Nessun problema invece per i test di ammissione a Medicina e agli al tri corsi a numero programmato.