Intervistato dai colleghi del quotidiano La Città, l'ex difensore della Salernitana Claudio Grimaudo ha parlato della differenza tra il calcio moderno e quello della sua epoca: <<Il calcio di oggi è profondamente diverso da quello dei miei tempi. I calciatori avevano fame di calcio, quella fame che ormai non c'è più. All'epoca si firmavano contratti annuali, al massimo per due anni: toccava a noi dare il massimo per conquistare il rinnovo e per entrare nel cuore della gente. Oggi si parte da una base triennale, spesso per cifre superiori al milione di euro: è un meccanismo alimentato dai direttori sportivi e dai presidenti, ciò non a bene a questo sport. Se un giocatore sa di avere i soldi in tasca a prescindere, è meno motivato a lottare. In questi anni è difficile vedere una bella partita di calcio, il livello tecnico è basso e gestiscono tutto procuratori e sponsor: io e miei compagni mangiavamo l'erba, facevamo gruppo>>.
Grimaudo lancia un messaggio a Lotito e ricorda Aliberti: << Ringrazio Salerno, una seconda casa per me: l'Arechi regala emozioni forti, è un fattore decisivo e la gente sa riconoscere quando dai il massimo a prescindere dai risultati. Ho solo bei ricordi. Mi piacerebbe esistessero ancora presidenti-tifosi, come Aliberti: per me era un grande! Ha sempre parlato in faccia, forse qualcuno prima del fallimento non aveva gradito questa cosa. Non meritava le critiche che ha avuto. Lotito? Grande intenditore di calcio, ma deve imparare a ragionare da tifoso e regalare qualcosa in più alla piazza>>.
Gaetano Ferraiuolo