Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Che questa non sia un'estate felice per Alto Calore è chiaro da tempo. L'emergenza idrica che si protrae dall'inizio di giugno, i ritardi nel pagamento di alcuni stipendi, ora si mette anche il centralino: numerosi cittadini ci hanno segnalato lo stesso disservizio.

«PRONTO, C'E' NESSUNO?»

L'ultima denuncia è di questa mattina. Protagonista dell'episodio increscioso un'affezionata lettrice di Ottopagine.it, Maria Di Lorenzo.

Alla signora è stato consigliato di richiedere la lettura del contatore. E così ha fatto. Solo che i dati forniti da Alto Calore nella bolletta non l'hanno convinta e ha deciso di chiedere spiegazioni.

Purtroppo, i suoi tentativi si sono rivelati vani. Al numero indicato per l'assistenza tecnica, rispondeva una voce registrata: «Lei è il primo utente in attesa, aspetti e sarà richiamato al più presto».

Musichetta snervante, ma nessuno che richiama.

«La mia – ha spiegato Maria – era una questione amministrativa. E se si fosse trattato di un guasto? Purtroppo non è la prima volta che succede. Si è costretti ad andare di persona negli uffici di Alto Calore. Ma allora l'assistenza a cosa serve?».

Già.

NESSUNO INTERVIENE

Beh, come ci racconta Luca del Gaudio del gruppo Facebook di cittadinanza attiva Non sei irpino sé, anche alcuni cittadini hanno vissuto un disagio simile quando hanno provato a segnalare una perdita in via San Pio da Pietralcina a San Tommaso. Ma al momento ancora nessun tecnico è intervenuto e l'asfalto continua ad allagarsi.

Come ripetiamo è da inizio dell'estate che la società Alto Calore è stata ripetutamente tirata in ballo. Anche dalle istituzioni. Ricorderete l'iniziativa del sindaco di Chiusano San Domenico, Carmine De Angelis, che voleva richiederne il fallimento. O la protesta di piazza guidata dal Meetup Avellino di fronte all'ingresso dell'ente.

Certo, la situazione attuale non è tutta imputabile alla sola amministrazione De Stefano. Gli oltre centoventi milioni di debiti Alto Calore li ha maturati in più di vent'anni di gestioni scellerate che hanno trasformato l'ente di Corso Europa in un carrozzone sul quale tutti volevano salire per trarne vantaggi. Spesso politici. La stessa grande nave dalla quale oggi tutti o quasi vorrebbero scappare.