di Andrea Fantucchio
«Il danno per i coltivatori irpini di nocciole sarebbe incalcolabile. Quell'ordinanza va rivista». Michele Masuccio, presidente Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) Avellino, commenta così la disposizione firmata ieri dal sindaco del capoluogo irpino Paolo Foti. Documento che vieta fra le altre cose di, «Utilizzare i soffiatori per lo spazzamento del suolo durante i periodi di siccità e le macchine aspiratrici e raccattatrici che producono polveri inquinanti».
Insomma, l'unica alternativa è la raccolta a mano.
«NON DANNEGGIATECI COSI'»
«Una soluzione – spiega Masuccio – impossibile da attuare così in corso d'opera. Sarebbe troppo dispendiosa. E' sufficiente del buon senso: si potrebbe vietare l'utilizzo delle macchine nelle ore di punta. E adoperarle per esempio solo di prima mattina. La polvere prodotta dalla raccolta delle nocciole non è inquinante, anche se ammetto possa essere fastidiosa per le abitazioni che si trovano a ridosso dei noccioleti».
Il 2017 non è un anno felice per i coltivatori di nocciole. La quotazione ufficiale è di 335 euro al quintale (prezzo fissato durante la Fiera delle Castagnole delle Lanze in Piemonte). (Leggi l'approfondimento)
Le condizioni climatiche con le gelate di aprile seguite dalla siccità hanno fatto calare il prezzo rispetto alla media di 420 euro a quintale fissata lo scorso anno.
«SERVE IL BUON SENSO»
«Ormai – spiega Masuccio – mancano circa dieci giorni al termine del periodo di raccolta. Bisognerebbe quindi trovare un compromesso con i coltivatori di nocciole e non danneggiarli in questo modo».
Ad essere contestata nell'ordinanza è anche la richiesta di, «Utilizzare macchine raccoglitrici munite di abbattitori di polveri, esclusivamente su terreni umidi o utilizzando nebulizzatori di acqua ad alta pressione».
Masuccio chiarisce: «Bagnare le nocciole in questo modo significherebbe abbassare la qualità del prodotto. Capisco le ragioni che hanno portato alla pubblicazione dell'ordinanza, ma ripeto che non si può pregiudicare così una delle produzioni economiche più rilevanti della provincia irpina».
Insomma l'ordinanza, per altro pubblicata ad Avellino storica terra di nocciole, sembra non tener conto delle modalità di raccolta e del contesto sul quale va ad influire. Vedremo se qualcosa cambierà nei prossimi giorni.