Benevento

Praticamente dietro tutti gli incendi registrati nel Sannio nell'ultimo periodo c'è la mano scellerata dell'uomo e la manutenzione inesistente di terreni e boschi, sia demaniali che privati. E' il dato emerso questa mattina durante la conferenza stampa presso il comando provinciale dei vigili del fuoco. Il comandante, l'ingegnere Michele Di Tullio ha voluto fare il punto della situazione ed ha anche messo l'accento su responsabilità e strategie adottate sia a livello nazionale che locale. A partire dall'impiego dei mezzi aerei e delle squadre Aib, ovvero l'antincendio boschivo, che ogni anno scendono in campo per fronteggiare quella che è ormai una cronica emergenza stagionale.

“Dal 17 luglio ad oggi – ha spiegato Di Tullio - sono oltre 1395 gli interventi solo per gli incendi di bosco e sterpaglie” che ovviamente vanno aggiunti ai tanti altri tipi di interventi effettuati dai pompieri. “Tante – ha ricordato il numero uno del comando provinciale dei vigili del fuoco - sono state anche le situazioni critiche che hanno richiesto l’ulteriore intervento dei mezzi aerei a disposizione del corpo Nazionale o delle altre agenzie collegate all’emergenza incendi.

In provincia di Benevento, quella che ci riguarda da vicino, le criticità sono state localizzate su tutto il territorio ad iniziare dalla valle telesina (comuni di Faicchio, San Salvatore, Guardia Sanframondi, San Lorenzo Maggiore e San Lupo)”. Ed ancora giorni terribili sul fronte del fuoco hanno riguardato il monte Taburno con i sui comuni a partire da Apollosa, Cautano, Tocco Caudio, la montagna di San Michele a Foglianise e i monti a ridosso del comprensorio di Pannarano, Frasso Telesino e il Monte Erbano, nel comprensorio del comune di Faicchio.

Situazioni critiche hche hanno anche comportato l'evacuazione di alcune abitazioni e la distruzione di centinaia di ettari di boschi “che impiegheranno anche 100 anni per tornare allo stato pre – incendio”.

Di Tullio ha poi spiegato le modalità di intervento delle squadre aeree dislocate e a disposizione di tutto il territorio nazionale. “E’ doveroso precisare – ha aggiunto - che il Piano Aib da solo non basta a scongiurare devastazioni e atti dolosi, se non è accompagnato da un’efficace macchina organizzativa e da politiche di gestione forestale preventive e sostenibili come dimostra la situazione reale. Nella prevenzione alla lotta degli incendi boschivi, per avere una macchina organizzativa efficiente, è fondamentale che si definisca al più presto una politica di adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso adeguate politiche forestali. Occorre poi rafforzare il sistema dei controlli e degli interventi delle Forze dell’ordine nei confronti dei criminali che appiccano gli incendi”.

LE CAUSE DEGLI INCENDI BOSCHIVI

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco ha poi messo l'accento sulle cause degli incendi, a partire “dal clima e l'andamento stagionale; Il depauperamento e lo spopolamento delle zone dell'alta collina e della montagna, ovvero dei terreni lasciati incolti; cause dolose e volontarie: sono definite come quelle concepite e determinate dalla volontà di uomini che al costo di un fiammifero ottengono benefici personali per i quali la società pagherà prezzi altissimi, distruzione di un bosco, per tempi molto lunghi,ricostruzione dell’ecosistema.

Le motivazioni possono essere – ha poi rimarcato - la prospettiva di un profitto, allo scopo di creare terreni coltivabili e di pascolo, bruciatura di stoppie e cespugli per la pulizia del terreno in vista della semina, incendio del bosco per trasformare il terreno rurale in edificatorio per determinare la creazione di posti di lavoro; impiego del fuoco per operazioni colturali nel bosco per risparmiare manodopera e per approvvigionamento di legna.

La “piromania” come patologia - ha poi specificato Di Tullio - è una persona instabile che appicca il fuoco per scaricare la sua angoscia interiore.

INCENDI AUTO – AUTOCARRI - MOTO DAL 01/01/17 al 30/08/17

Altro fenomeno purtroppo noto nel Sannio è l'incendio doloso o accidentale di auto, moto o mezzi d'opera. Da gennaio ad oggi nella nostra provincia il fuoco ha distrutto o danneggiato 71 mezzi. Di questi 22 sono stati volontariamente incendiati.

Nei prossimi mesi, inoltre, il comandante provinciale ha anche annunciato lo spostamento dei distaccamenti di Bonea e San Marco dei Cavoti. I due presidi saranno trasferiti all'interno delle caserme ex Corpo forestale di Montesarchio e San Marco dei Cavoti con un risparmio di risorse per gli attuali affitti che saranno impiegati per adeguare le strutture che dal ministero delle Politiche agricole sono ora state affidate al ministero dell'Interno quindi ai pompieri.  
Di Tullio conclude rispondendo alle dichiarazioni fatte da alcuni sindacati, e in particolare al Conapo: “Sono stato il primo a lanciare l'allarme al ministero sulla carenza di personale. Presto il divario sarà colmato con l'arrivo di nuove unità”. E sulla sicurezza senza mezzi termini spiega: “Rispettate le regole e da sempre vicino al personale impegnato nel fronteggiare incendi e altre calamità”.

Al.Fa