Questione fuochi di San Matteo: Piero De Luca, primogenito del presidente della Campania Vincenzo e senza alcun ruolo nell'Amministrazione comunale, ha incontrato ieri pomeriggio l'associazione dei portatori della statua di San Matteo in vista della celebrazione della festività del santo patrono di Salerno. E l'ha fatto perchè invitato proprio dall'associazione Maria Ss. di Costantinopoli, presieduta da Ciro Borsa. "Stiamo lavorando da giorni con don Michele - ha spiegato De Luca jr. - per trovare una soluzione che consenta di distendere i rapporti tra la Curia e l'Amministrazione comunale in vista delle celebrazioni legate alla festività di San Matteo. In uno spirito di piena collaborazione e disponibilità, è stata ipotizzata con don Michele, una soluzione che consenta alla statua del nostro santo patrono di entrare nuovamente al Comune per benedire la casa di tutti i salernitani".
Il figlio del governatore della Campania, al momento membro della segreteria regionale del Pd, ha poi affermato: "Sottoporremo al sindaco questa ipotesi nelle prossime ore, convinti della sua sensibilità e volontà nell' aprire una fase nuova, che dia rinnovato entusiasmo e partecipazione alla celebrazione religiosa più importante della città. Nel corso dell'incontro con il sindaco proporremo anche, come del resto già autorizzato dalla commissione consiliare competente nei giorni scorsi, di ripristinare la storica tradizione dei fuochi pirotecnici al termine della processione".
Lo sdegno dei consiglieri comunali di minoranza
L'incontro ha suscitato reazioni a dir poco sdegnate tra i consiglieri comunali di minoranza e, a commentare quello che è stato definito "l'indegno baratto tra autorizzazione dei fuochi d'artificio e la presenza del santo patrono a Palazzo di Città" sono stati, in una nota, Roberto Celano e Ciro Russomando. "Tale vantato successo interessa solo alla vanità del potere che da anni pretende che perfino il Santo si inchini alla dinastia e non suscita alcun entusiasmo tra i cittadini di Salerno che amano San Matteo e sono legati alla festa ed alle tradizioni civili. Ai salernitani - scrivono i consiglieri - non interessa se la statua stazioni nel Palazzo, piace che il Santo sia tra la gente, giri, come quest'anno previsto dalla Curia, nei quartieri, vada a Mariconda, Mercatello, nelle frazioni. L'Amministrazione comunale ha, invece, l'onere di occuparsi della festa civile. A tal proposito ci ha pensato già la Commissione consiliare a fornire al sindaco il preciso indirizzo di ripristinare la tradizione dei fuochi e di stanziare le necessarie risorse".
Poi il monito: "L'avvocato De Luca non si occupi di ciò che è esclusiva prerogativa del Consiglio comunale e dell'Amministrazione e non interpreti i sentimenti di una comunità che non ha titolo di rappresentare", concludono Celano e Russomando.
Redazione Salerno