Un milione di donne violentate in Italia. In Campania quasi una su tre ha subito abusi sessuali (dati Istat). Numeri impressionanti, se si pensa anche al sommerso, alle violenze non denunciate. Soprattutto quelle in famiglia. Ma anche quelle che si consumano in ambienti marginali, dove le vittime non hanno tutela.

Se ne riparla ogni volta che si verificano casi di cronaca rilevanti (come lo stupro di branco a Rimini), poi cala il silenzio: per sorprenderci ogni volta che la fredda realtà dei numeri riporta in primo piano una realtà sconcertante e forse poco percepibile.

In Italia vengono denunciati undici stupri al giorno. Sono quattromila ogni anno.

Ma i dati dicono anche altro: un milione e 157mila donne avrebbero subito una violenza sessuale durante la loro vita (tra stupri e tentati stupri).

La maggioranza degli autori sono italiani. 1534 nei primi sette mesi di quest'anno. L'incidenza degli stranieri è alta (rispetto ad altri reati): nello stesso periodo sono stati 904. Meno della metà rispetto agli italiani.

Anche le vittime sono in maggioranza italiane (68 per cento – dati Demoskopica).

Accade solo in Italia? Non proprio. I numeri europei sono in linea: sono 62 milioni le donne del continente che hanno subito violenze fisiche o sessuali, a partire dall'adolescenza. Quindi una su tre. Ci sono nazioni dove si denuncia molto (la Danimarca), altre dove invece l'abuso viene spesso nascosto (Polonia).

C'è una percentuale minima di denunce rispetto agli abusi subiti soprattutto per le violenze in famiglia e per quelle ai danni di donne immigrate.

«Molte ragazze straniere – ci racconta Pina Mossuto, dello Spazio Donna – Linea Rosa di Salerno -, sono praticamente schiave di compagni italiani, spesso molto più anziani. Non possono denunciare niente, perché non sono regolari. Non possono andare via, non hanno né soldi e spesso neppure i documenti. Sono costrette ad accettare tutto, violenze comprese».

Il capitolo violenze in famiglia è vasto. Così come i casi. «Ma tanti, troppi – continua Mossuto -, vengono subiti in silenzio. Raccolgo tanti sfoghi, soprattutto di donne italiane. Ma non hanno molte volte il coraggio di andare avanti. Temono prima di tutto per i loro figli. Ma anche che una eventuale denuncia faccia poi peggiorare le cose».

elleti