Salerno

“Si potrà dire che non si capisce a che titolo De Luca junior abbia avuto questo incontro, ma ha poco rilievo la cosa se si afferma di intervenire e agire nella direzione di una soddisfacente soluzione della querelle che vede protagonista San Matteo, suo malgrado”. I portatori delle statue dei santi scendono in campo per difendere il pavimento di buone intenzioni su cui si è svolto l’incontro avuto con il primogenito del governatore della Campania, diventato episodio clou di questa nuova stagione di polemiche pre-festa del santo patrono.

“L’incontro – puntualizza il portavoce delle paranze, Angelo De Angelis - è stato voluto dal gruppo Portatori San Matteo, dall’associazione San Matteo e dallo stesso Piero De Luca e non da altri. Certo – però poi aggiunge - tutti ricordiamo l’antefatto alle vicende di questi giorni e le modalità che determinarono la non partecipazione della municipalità all’evento religioso più importante per i salernitani dello scorso anno, che oltre che essere un appuntamento di fede è di tradizione e cultura per la città. La stessa città che come si è detto in diverse occasioni, “subisce” l’evento delle luminarie, con fastidio e non poco disagio, senza alcun ritorno per i cittadini i quali, invece, vedono nella festività del santo patrono un appuntamento con la propria storia, la propria fede e cultura, che si perde nella notte dei tempi, e rievoca tradizioni mai sopite e tramandate di padre in figlio, contrariamente ai tre mesi di luminarie, vessanti e conseguenza unica di scelte politiche”.

Un colpo al cerchio e un colpo alla botte, insomma, per poi tornare sull’attualità: “Probabilmente anche la politica ha capito, seppure con stizzoso ritardo, che è giunto il momento di restituire ai salernitani e alla città, la sua tradizione di fede.  Di qui la mediazione tra Curia e Amministrazione”. E poi la notizia che neanche il sindaco Napoli aveva ancora dato, scippato di un altro primato: “Sicuramente il 21 settembre prossimo si avrà la sosta in Municipio – afferma De Angelis - e in processione, con il Santo, tornerà il Gonfalone e la rappresentanza più autorevole dell’Amministrazione comunale”. Così è deciso, ma il primo cittadino lo sa? Perché non lo ha detto lui a chiare lettere così come ha fatto con tanta solennità il portavoce dei portatori?

“Per noi Gruppo dei portatori salernitani – conclude De Angelis – questa è l’unica cosa che conta per cui, da soli, con l’associazione San Matteo, abbiamo lavorato, facendo anche incontri con politici che si è potuto ritenere non qualificati ma che per noi sono stati fondamentali al fine di restituire a Salerno la sua festività patronale così come la storia la descrive e i salernitani conoscono”.

Fiorella Loffredo