Salerno

In un calcio privo di bandiere nel quale l'interesse meramente economico prevale su quei sentimenti autentici incarnati esclusivamente dalle tifoserie, c'è ancora qualche esempio di attaccamento alla maglia, professionalità e spirito di sacrificio. La storia di Joseph Minala meriterebbe di essere raccontata a livello nazionale, perchè gesti del genere possano far capire a tutti che, in realtà, esistono ancora calciatori dotati di cuore e cervello e che hanno voglia di conquistare il cuore della gente con i fatti e non a parole.

Pur avendo perso prematuramente l'amato padre, l'ex centrocampista della Lazio ha preferito restare a Salerno per allenarsi e conquistarsi un posto da titolare per la sfida di lunedì prossimo contro la Ternana, un atto d'amore e di senso del dovere che non è passato inosservato e che ha scatenato l'entusiasmo sul web, laddove tantissimi tifosi lo hanno pubblicamente ringraziato incoraggiandolo in una fase così triste e delicata della sua vita.

Del resto Bollini ha sempre sottolineato che la Salernitana versione 2017-18, a prescindere dalle potenzialità e dagli obiettivi, è composta innanzitutto da uomini veri. Minala, con questo piccolo, ma grande gesto è entrato ancor di più nella storia del club granata e, siamo certi, lunedì sera l'Arechi saprà abbracciarlo idealmente in segno di affetto, stima e profonda riconoscenza. Già qualche anno fa si verificò un evento del genere. Alberto Bianchi, appena prelevato dall'Ascoli, perse la nonna, ma continuò ad allenarsi in quel di Campagna. Anche in quel caso solo applausi e tanto rispetto. 

Gaetano Ferraiuolo