Benevento

Stop a nuovi termovalorizzatori e Stir in pensione. Il futuro prossimo del ciclo rifiuti in Campania è delineato nelle 26 cartelle che compongono il Documento di orientamento strategico, testo che aggiorna il Piano regionale di gestione approvato nel gennaio 2012 dal Consiglio. Il documento è stato recepito dalla Giunta regionale con la delibera numero 130 dello scorso 28 marzo, pubblicata ieri sul Bollettino ufficiale.

Il provvedimento ridisegna l'assetto impiantistico della regione, nota dolente per anni e principale causa del dramma emergenziale. Oggi i cumuli della vergogna non caratterizzano più le strade campane, ma questo non corrisponde al superamento definitivo del problema. Restano in campo questioni nodali come lo smaltimento della frazione umida e la sostenibilità economica del processo.

Negli ultimi anni la produzione quantitativa di rifiuti in Campania è andata decisamente calando (dai 2,8 milioni di tonnellate del 2010 si è scesi alle attuali 2,5 milioni di tonnellate), ed è sensibilmente cresciuta la raccolta differenziata: dal 32,7% del 2010 al 50 per cento odierno. In alcune realtà peraltro tale quota sale ulteriormente arrivando a varcare (è il caso del Sannio) la soglia del 65 per cento indicata come risultato ottimale dalle direttive europee. Ne consegue dunque una necessaria rimodulazione del quadro impiantistico disegnato con il Piano del 2012. In particolare, il Documento strategico approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale prevede la decisa riduzione degli impianti di termovalorizzazione fin qui programmati, ovvero i due che dovrebbero sorgere a Napoli Est e Salerno. A soddisfare una fetta consistente del fabbisogno ci pensa già l'inceneritore di Acerra che brucia 700.000 tonnellate l'anno, più della metà della produzione complessiva. Da coprire resterebbero dunque “solo” 300.000 tonnellate e quindi uno tra gli impianti di Napoli Est (400.000 tonnellate) e Salerno (300.000 tonnellate) è di troppo.

Ma è possibile che non veda la luce alcuno dei nuovi termovalorizzatori. Nel Documento pubblicato ieri la Regione ricorda come, in funzione della legge 5/2014 sulla nascita degli Ambiti territoriali ottimali, “le decisioni in ordine alla realizzazione degli impianti sono adesso esclusivamente in capo ai Comuni”. E' facile profetizzare che a nessuno verrà in mente di realizzare un inceneritore sul proprio territorio, come del resto preconizza la stessa Regione laddove evidenzia “la difficoltà derivante dalle forti resistenze delle comunità locali”.

Altro passaggio importante del futuro scenario è la scomparsa degli Stir, gli impianti di tritovagliatura e separazione meccanica che per anni sono stati l'unico presidio esistente in Campania. Per loro il Documento di orientamento strategico immagina la fine dell'attuale funzione assegnando un ruolo integrato nella fase del riciclo di materiale.

 

Paolo Bocchino