Venerdì 18 aprile, 24 ora prime della gara ufficiale, è arrivata l'ufficialità della vittoria del ricorso della Virtus Avellino nei confronti del Solopaca per la posizione errata di Arena, giocatore della Viola. Fin qui nulla di strano, gli organi competenti hanno ravvisato un'irregolarità nel tesseramento dell'atleta e hanno punito, a torto o a ragione, ognuno ha la sua verità, la società sannita. Il problema sorge, o meglio viene da pensare quando si vede che questa decisione praticamente arriva un giorno prima della gara tra le due compagini, una partita vitale perchè la Virtus ha centrato la sfida da sei punti, considerata la vittoria a tavolino e il forfait del Solopaca. Sei punti che hanno mandato all'inferno la Bisaccese, pronta a festeggiare la propria salvezza nell'ultima di campionato. Niente di tutto ciò, la situazione si è stabilizzata prima ancora che tutte le squadre scendessero in campo. Il problema nasce quando si pensa che ci sono altri ricorsi in atto per i quali non sembra esserci ancora spiraglio per una decisione. Viene in mente la storia legata a Sporting Guardia – Montesarchio nello scorso torneo di Promozione con la protesta della squadra di Fasano, oppure la decisione che rischiava di cambiare le carte in tavola tra Azzurra Paupisi e Rione Libertà che è arrivata a torneo finito nel campionato di Seconda della passata stagione. Fino ad arrivare alle decisioni che riguardano questa di annata. E' indubbio che tre punti al Sant'Angelo farebbero veramente comodo, ma nessuno si pronuncia sul reclamo nei confronti del Real Pietrastornina. Peggio ancora è il ricorso del Rotondi nei confronti della Virtus Goti. In questo caso ci sono tanti interessi in ballo e soprattutto più di una formazione che è attaccata a questa decisione. Ne va della vittoria di campionato dei saticulani, come del possibile primato della Boys Caserta qualora i goti abbiano partita persa. E potrebbe essere una decisione importante anche in chiave play off con i distacchi che si accorcerebbero di colpo. Questo per menzionare solo quanto accaduto negli ultimi due anni nei tornei dilettantistici. Spesso la storia ha insegnato che qualche decisione viene presa a fine stagione senza alterare le classifiche finali e questo è sbagliato. Sia chiaro, nessuna croce sulla Virtus Avellino stavolta la giustizia sportiva è stata celere e ha fatto il suo dovere scoprendo in breve tempo che il tesseramento di Arena era irregolare. Ma perchè non fare lo stesso anche con le altre squadre? Come mai in questa circostanza c'è stata l'esigenza di risolvere la questione e in altre ancora no? Dubbi che passano nella mente di chi ogni settimana di mette passione e sacrificio e spesso deve vedere il risultato legato anche ad aspetti che vanno ben oltre il rettangolo di gioco.
di Fabio Tarallo