Salerno

Tre gol, un punto e tanti rimpianti. Si può sintetizzare così la serata vissuta ieri da una Salernitana a tratti bella, ben organizzata dal centrocampo in avanti e capace di rimontare per tre volte a cospetto di una Ternana non irresistibile dal punto di vista qualitativo, ma che ha avuto il merito di affrontare la gara con personalità e con un atteggiamento sbarazzino e disinvolto che le ha permesso di soffrire senza quasi mai andare in affanno. I 12mila dell'Arechi, quanto mai determinanti soprattutto nella ripresa, hanno assistito a una bella partita tra due squadre apparse anche in crescita dal punto di vista fisico e che, fino al 94', hanno fatto di tutto per portare a casa quella vittoria che, ai punti, i granata avrebbero nettamente meritato.

Alla fine la buona sorte e gli errori difensivi dei campani hanno agevolato le fere di mister Pochesci che, in sala stampa, ha sostenuto esattamente il contrario dimenticando che la sua squadra ha tratto vantaggio da un'autorete e dalla clamorosa traversa colpita da Sprocati. Bollini, comunque, ha tanti motivi per essere soddisfatto e può archiviare con moderato ottimismo le prime due giornate di campionato pur imbattendosi in un inatteso controsenso: in conferenza stampa asserì che la difesa era una certezza e il reparto offensivo un'incognita, i fatti stanno dicendo esattamente il contrario. Quanto alla gara, la Salernitana è scesa in campo con il consueto 4-3-3: dinanzi a Radunovic spazio a Tuia e Bernardini al centro e a Pucino e Vitale sulle corsie laterali, Della Rocca in cabina di regia affiancato da Minala e Ricci, con Bocalon centravanti e Gatto e Sprocati esterni, mentre Rosina si è accomodato in tribuna per problemi fisici insieme ad Orlando. 

La Ternana, imbottita di calciatori provenienti dalla Lega Pro e che l'allenatore conosce benissimo, ha risposto con una sorta di 4-3-2-1, modulo utile a non dare punti di riferimento all'avversario e a sfruttare gli spazi lasciati liberi dai granata sulla propria trequarti. Molto bene Tiscione e Finotto, due esterni di gamba e tecnica che hanno spesso creato la superiorità numerica favoriti dai continui movimenti di un ispirato Tremolada e dalla capacità di Albadoro di dettare la profondità sbucando spesso alle spalle di Tuia e Bernardini, apparsi in difficoltà sin dalle primissime battute. In realtà la Salernitana è partita con le marce alte mettendo in pratica quasi tutti i dettami dell'allenatore: spinta costante dei terzini, triangolazioni rapide sia a destra, sia a sinistra, mezz'ali spesso a ridosso dell'area di rigore avversaria per cercare l'inserimento senza palla, Bocalon a far salire la squadra e baricentro alto per non concedere pericolose ripartenze.

Senza Rosina manovra più rapida e imprevedibile

Sul taccuino si annotano immediatamente almeno 3 occasioni da gol, peccato che le giocate di Sprocati e Gatto non abbiano trovato adeguata assistenza. Proprio quando il vantaggio sembrava nell'aria, ecco il beffardo 0-1 nato da un evidente errore tattico dei granata. Ricci perde palla, Minala non rincorre l'avversario e si crea un'autentica voragine sulla destra, bravo e fortunato Tremolada a sfruttare la disattenzione di Tuia e Pucino e a trafiggere Radunovic sul suo palo. La reazione della Salernitana è immediata e sfocia nel meritatissimo pareggio: guizzo di Gatto, traversone arretrato per Sprocati e tiro a volo corretto in rete da Bocalon per la gioia dei 12mila dell'Arechi. A quel punto i padroni di casa provano a riorganizzarsi, ma Della Rocca fatica in cabina di regia abbassandosi troppo spesso sulla linea difensiva, movimenti sbagliati che hanno costretto i centrali ad affidarsi a lanci lunghi quasi sempre preda della retroguardia avversaria.

Sulla destra si continua a soffrire, complice la serata no- giustificabile- di Minala e di Pucino, propositivo in avanti, ma puntualmente in difficoltà nell'uno contro uno. La sensazione è che, con una squadra quotata all'attacco, talvolta uno più difensivo come Perico possa tornare assai utile pur garantendo meno spinta. Tornando alla gara, anche in questo caso nel momento migliore dei granata arriva la seconda beffa: cross dalla destra di facile lettura, Tuia va a vuoto e Bernardini legge malissimo la traiettoria del pallone, per Albadoro è un gioco da ragazzi depositare il pallone alle spalle di Radunovic. Stavolta il contraccolpo psicologico era importante e la Ternana aveva il gran merito di diventare padrona del campo attraverso un palleggio intenso, ben orchestrato e utile a invalidare il pressing a tutto campo del tridente offensivo campano. Mister Bollini preferiva lasciare tutto invariato sacrificando Ricci in una posizione, quella di mezz'ala, che ha ricoperto con frequenza, ma nella quale non si esprime come potrebbe. Stesso discorso per Minala, molto più incisivo davanti alla difesa per chiudere le linee di passaggio degli avversari e trasformare con due tocchi l'azione da difensiva ad offensiva.

Nella ripresa ecco il primo cambio: fuori Gatto, dentro Rossi, uno che non è propriamente un esterno, ma che ha svolto un preziosissimo lavoro anche dal punto di vista tattico. La sua capacità di sbucare sul secondo palo e la voglia di dialogare con gli esterni ha permesso alla Salernitana non solo di esaltarsi a sinistra, ma anche di attaccare con maggiore continuità sulla corsia opposta, ancor di più dopo l'ingresso di Odjer in luogo di Della Rocca e l'arretramento di Minala. Il pareggio era la logica conseguenza della disposizione in campo della squadra, più corta tra i reparti e con il baricentro più alto: bravissimo Bocalon a pescare il jolly con un tiro perfetto e imprendibile per Bleve. Spinta dall'Arechi, la Salernitana attaccava a spron battuto e in area arrivavano almeno una ventina di palloni per le punte, peccato per la mancanza di lucidità al momento della battuta a rete.

Due interrogativi per Bollini: modulo e...Rosina

Ancora una volta, però, la Ternana non abbaiava, ma mordeva. Cross apparentemente senza pretese, maldestra deviazione di Bernardini e pallone nel sacco per l'incredibile 2-3. Quando Sprocati, con una bella giocata personale, timbrava la traversa sembrava davvero una serata sfortunata. ma sugli sviluppi del corner ecco il netto calcio di rigore trasformato da Vitale: 3-3 e 14 minuti ancora da giocare sulle ali dell'entusiasmo. La Ternana passava dunque ad una sorta di 4-5-1 più coperto e con maggiori punti di riferimento per i difensori granata, cresciuti nel finale anche grazie all'atteggiamento rinunciatario degli ospiti che, tuttavia, sempre sfondando sulla loro sinistra sfioravano l'incredibile 3-4: bravo Radunovic a respingere due volte l'assalto dei rossoverdi, sul capovolgimento di fronte pericolosissimo cross di Vitale mancato incredibilmente da Rossi prima e Rodriguez poi. Nel complesso una buona Salernitana, con qualche inatteso errore difensivo e un doppio interrogativo: si gioca meglio senza Rosina? Il 4-3-3 è il modulo più congeniale?

Gaetano Ferraiuolo