Chi deve rimuovere dai muri della città i manifesti pubblicitari, per lo più abusivi, quando questi diventano obsoleti o, peggio, ingannevoli? Se lo chiede da un bel po’ un nutrito gruppo di residenti del centro storico, quartiere letteralmente invaso dagli annunci affissi spesso nei punti di maggior passaggio da mani sconosciute e di sicuro prive di autorizzazioni, che stanno lì ormai da anni continuando a offuscare la bellezza dei vicoli della parte più antica della città.
Molti dei volantini o delle insegne scritte a mano che si possono scorgere alzando gli occhi mentre si passeggia nel quartiere non hanno neanche più una reale utilità perché pubblicizzano locali che ormai hanno chiuso i battenti da anni o appartamenti in fitto o in vendita che non sono più disponibili da tempo. Chi deve procedere alla loro rimozione? Il Comune? I titolari di quelle attività ormai uscite dal circuito della movida? Le agenzie immobiliari? I residenti se lo chiedono mentre sono obbligati a vedere ogni giorno intere facciate di edifici storici imbrattate senza motivo. O, peggio, a veder dilagare lo scempio causato da chi, una volta individuata una parete già piena di manifestini, decide di sporcarla ulteriormente con i propri annunci. E così via libera a mastici e collanti, nastri adesivi e chiodi se necessario, a discapito del decoro e della pulizia esterna dei palazzi.
“Ormai ogni palazzo al suo esterno conta decine di manifestini di agenzie immobiliari, pizzerie, pub e ristoranti. Addirittura ci sono alcuni di questi che indicano il percorso che porta a locali che non esistono più – afferma un inquilino esasperato – e poi centinaia di avvisi di agenzie immobiliari perché per loro è facile attaccarli ma nessuno si prende poi la briga di staccarli una volta che l’immobile è stato venduto. E sono affissi con colle così tenaci che anche se qualcuno volesse rimuoverli lascerebbero un segno orribile sui muri. Insomma, è anche una questione di decoro – continua il residente - perché lo spettacolo che queste lavagne pubblicitarie regalano ai passanti non è di certo dei più piacevoli”. Il “disordine” che regna sui muri non è sicuramente una prerogativa del centro storico, in tutta la città è possibile notarlo, e a pagarne i danni sono solo e soltanto i proprietari degli appartamenti che si vedono obbligati a ripristinare gli intonaci a loro spese. Sono proprio loro che ora chiedono al Comune di verificare questa “situazione indecente” e di intervenire, laddove è possibile, con multe e sanzioni verso chi scambia muri privati per bacheche pubbliche. Ovviamente senza pagare alcunchè.
Fiorella Loffredo