La prima sconfitta in campionato della Salernitana rappresenta un argomento di discussione negli ambienti del tifo granata: da un lato chi non fa nessun dramma riconoscendo alla squadra di essersi impegnata fino in fondo e di aver pagato un pizzico di sfortuna di troppo, dall'altro chi è convinto che Sprocati e company vivranno una stagione all'insegna della sofferenza in una serie B di buon livello e che non perdona nè aspetta. La verità, come sempre, sta nel mezzo: se è vero che non bisogna far suonare troppi campanelli d'allarme per un ko assolutamente immeritato, è altrettanto vero che quella difesa più volte indicata da mister Bollini come punto di forza si sta rivelando un tallone d'Achille. Il ragionamento, del resto, è molto semplice: se nelle ultime due stagioni la Salernitana ha subito una marea di gol, come si poteva pretendere un'inversione di tendenza perdendo un portiere forte come Gomis e puntando sugli estessi elementi? Se poi anche Bernardini- che per la verità anche l'anno scorso partì maluccio- incappa in due gare negative di fila c'è poco da stare allegri.
Società, passo indietro sul progetto triennale
E' chiaro, però, che la rabbia e la delusione per la sconfitta non devono farci fare analisi sbagliate: se la Salernitana avesse chiuso il primo tempo sul doppio vantaggio non avrebbe rubato nulla e anche il pareggio sarebbe andato stretto a una squadra che, a tratti, gioca un bel calcio, ma che viene puntualmente punita alla prima occasione. E così capita che il Carpi vinca con l'unico tiro in porta grazie a un giocatore entrato pochi minuti prima per l'infortunio di un compagno, mentre Perico colpisce in pieno l'incrocio dei pali e il loro portiere becca un 7 in pagella. Nel calcio contano gli episodi, in queste tre gare hanno sempre girato contro i granata. Va detto, però, che il destino ha proposto tre avversari ampiamente alla portata: cosa accadrà ora che il calendario prevederà sfide di livello con squadre teoricamente più forti? 2 punti in tre partite sono obiettivamente pochi e la paura è di rivivere le due stagioni precedenti.
Già, perchè se da un lato manca il fattore C (inteso non solo come "fortuna" ma anche come cinismo), dall'altro il termine galleggiamento è sempre più in voga. Diversi errori commessi in passato sono stati ripetuti anche quest'anno, la società ha incomprensibilmente deciso di fare un passo indietro rispetto al progetto triennale paventato, Lotito litiga con tutti (con la speranza che ciò non si ripercuota negativamente sui granata, che hanno già pagato troppe volte per colpe non proprie), la proprietà è assente allo stadio, il budget è stato più che dimezzato e nè Fabiani, nè Bollini (che oggi ha commesso qualche errore) hanno potuto puntare sulle prime scelte.
Giudizi prematuri, la squadra è completa
Una certezza c'è: questa Salernitana è forse la più completa degli ultimi anni. Ciò non vuol dire che sia più forte: questo lo dirà il campo. Dirigenza e staff tecnico sono riusciti a formare una buona rosa con pochi soldi in una B di buon livello, come testimoniato dalla qualità delle prime partite e dai tanti gol segnati. Il sogno, però, di puntare dichiaratamente a qualcosa in più è destinato a restare tale, almeno sulla carta. Si facciano quanto prima questi 48 punti che mancano per garantirsi il mantenimento della categoria, sapendo che quattro difensori centrali possono essere pochi (soprattutto perchè Mantovani viene poco considerato e Schiavi è un'incognita) e che forse anche ai vertici sta bene restare in B per tanto tempo senza alzare l'asticella. Tanto i 12mila ci saranno sempre e a prescindere...
Gaetano Ferraiuolo