Il Toro, diciamolo francamente, non era così brutto come lo avevano descritto. Certo, ha Belotti che patron Cairo avrebbe ceduto solo per un’offerta da cento milioni. Ha pure Niang che Mihajlovic ha fortemente voluto e per il quale ha persino sacrificato Zappacosta. E allora ci sta che puoi avere un po’ di timore reverenziale. Ci sta, ma non è accaduto. Perché al Benevento piace giocare a viso aperto, contro chiunque. Dicono sia inesperto. Dicono pure che la serie A è questa e se uno non ha esperienza capita che tiri tante volte nella porta degli avversari e poi questi ultimi facciano gol al primo vero tiro in porta. E’ inesperienza questa? Chiamatela come volete, il calcio è bello anche per questo, perché ognuno può dire la sua. Eppure noi con l’inesperienza non ce la prenderemmo affatto. Contro il Torino, i giallorossi sono stati all’altezza della situazione. Hanno giocato per novanta e più minuti con quella “straordinaria intensità” che gli aveva chiesto Baroni. Con quella si era quasi azzerato il gap tecnico con il Toro (che c’è, inutile negarlo), tanto da avere almeno tre occasioni grosse da rete. E’ bastato che quella intensità venisse meno per un attimo, proprio in chiusura, per lasciare spazio alla giocata da fuoriclasse di Ljajic e al gol di Iago Falque.
A proposito di Toro, è stato proprio come in una corrida. Il Benevento ha infilzato l’animale con tre banderillos (i tiri di Ciciretti, Coda e Lazaar), ma non è riuscito ad abbatterlo. Ed alla fine è stato il Toro con una cornata a vincere la corrida. Questa Strega ha qualità, non sembra un’intrusa nel panorama della serie A italiana. Ma deve imparare ad essere più cinica. E deve imparare a far gol. Questo non è una questione di esperienza, ma di abilità. Dei quattro “punteros” in dotazione, è rimasto in panchina solo Armenteros. Che possa essere proprio lo svedese-cubano quello che risolve i problemi del Benevento?
Hanno funzionato le fasce, gli esterni altri e quelli bassi. Poche disattenzioni, Venuti super, D’Alessandro imprendibile. Ha funzionato anche il centrocampo: bravi Cataldi e Memushaj. L’attacco ha funzionato di meno. Iemmello non è ancora al meglio, gli altri due non sono riusciti a infliggere il colpo di grazia al Toro ferito. E’ lì che bisogna migliorare. Baroni è fiducioso, col lavoro ogni cosa diventa possibile. Oggi c’è l’amarezza di un risultato che è parso bugiardo, ma presto cominceranno le partite da cui prendere punti. Allora non bisognerà più sbagliare. Aspettiamo con fiducia.
Franco Santo