La Salernitana a due punti e in quella posizione di classifica non piace a nessuno, tifosi, dirigenza, proprietà, anche allo stesso Bollini e giocatori. Non è il momento di fare processi, ci mancherebbe, a sole tre giornate dall'inizio del torneo, ma è chiaro che iniziare la nuova avventura in serie cadetta arrancando già in graduatoria nei primi turni potrebbe compromettere il futuro cammino, creando la famosa “ansia da prestazione”, soprattutto in vista della prossima difficile gara interna contro il Pescara di Zeman e di un calendario in salita.
Chi indossa la maglia granata deve capire che non gioca in una piazza qualsiasi
Le parole di Fabiani nella trasmisione DerBy Serie B in onda su Otto Channel, sono servite a scuotere l'ambiente. Le dure parole del ds granata non erano dirette solo all' allenatore, che pure ha sbagliato evidentemente qualcosa, ma anche e, soprattutto, alla squadra. Chi indossa la maglia granata a Salerno deve capire che non gioca in una piazza qualsiasi e non può andare in campo con la testa altrove, o cercare alibi in caso di insuccesso, ma con la massima concentrazione e determinazione, elementi che sono mancati nella gara del Cabassi. In una squadra quando le cose non vanno per il verso giusto, chi è esposto maggiormente a rischi è l'allenatore. Il calcio è così, non lo scopriamo noi di certo. Quindi non è che si vuole puntare l'indice contro Bollini, che pure, come dicevamo, ha commesso degli errori di impostazione tattica, non ottimizzando al massimo le caratteristiche dei calciatori schierati, ma si è voluto dare uno scossone all'ambiente in generale. E in questo bisogna dire che Fabiani è un maestro. Anche negli anni scorsi quando il direttore ha preso in pugno situazioni “a rischio”, i risultati si sono visti. Gli obiettivi sono sempre stati raggiunti.
Lotito d'accordo con il ds
Le sue opportune parole, tra l'altro riprese dal presidente Lotito, che lo ha appoggiato in pieno, sono servite a far capire come ci si deve comportare a Salerno. Sbaglia chi parla di attriti tra tecnico e ds, di destabilizzazione di ambiente e così via, il dovere di un buon direttore generale (Fabiani lo è di fatto) è quello di tenere tutti sulla corda, allenatore compreso, senza tollerare alcun calo di concentrazione. Lo sfogo di Fabiani era dovuto, considerato che la classifica non rispecchia il reale valore della squadra. Poi il tempo è galantuomo e ci dirà se la formazione messa su è competitiva nell'attuale torneo.
Ora ci vuole l'occhio della tigre
Sabato si torna in campo contro un avversario difficile, la Salernitana sulla carta può giocarsela con tutte, anche se in qualche caso il tasso qualitativo è inferiore. In serie B ci vuole tanta determinazione, non servono solo i nomi, altrimenti non si spiegherebbe come in passato squadre di giovanotti assatanati, sono riusciute a ottenere grandi risultati, a discapito di altre piene di calciatori da raccolta “Panini”. E' di questo che ha bisogno la Salernitana ora. Giocare con l'”occhio della tigre”. In tal caso non conta trovarsi davanti Carpi oppure Pro Vercelli, con tutto il rispetto per entrambe, collocate in testa e in coda alla classifica.
Maurizio Grillo
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