Salerno

E’ terminata l’udienza per il processo Crescent che vede imputati, fra gli altri, l’ex sindaco e ora governatore Vincenzo De Luca insieme alla vecchia giunta del comune di Salerno, tecnici e responsabili della Soprintendenza.

Al vaglio del collegio giudicante le consulenze di controparte avanzate dalle associazioni ambientaliste che contestano l’opera progettata dall’archistar Ricardo Bofill. Per i rappresentanti di “No Crescent” e Italia Nostra quello andato in scena oggi al tribunale di Salerno è un passaggio importante, forse cruciale, nel percorso processuale. In aula infatti è emersa la mancata autorizzazione paesaggistica per l’opera. A quanto pare, spiegano gli addetti ai lavori, non è stata mai avanzata e dunque mancherebbe il titolo autorizzativo.

“Per noi si tratta di illegittimità insanabili”, spiega ad Ottopagine l’avvocato Oreste Agosto. Non solo. Nel corso del dibattimento è stato affrontato anche un altro tema cruciale, ossia la deviazione del torrente Fusandola. Anche in questo caso le associazioni ambientaliste hanno contestato il progetto che ha portato alla modifica del corso d’acqua che attraversa l’area di Santa Teresa. “Una deviazione che riteniamo abusiva – rincara la dose il legale del comitato “No Crescent” dal momento che va ad incidere sul demanio idrico, per definizione inalienabile”.

Fin qui le versioni di chi contesta l’intera opera. L’udienza è stata aggiornata, si tornerà in aula il prossimo 25 ottobre. La battaglia sul Crescent, insomma, è destinata a continuare. 

GbL