Liberare il torrente Fusandola dal cemento per evitare un disastro. Lo chiedono a gran voce gli ambientalisti di Italia Nostra e del Comitato No Crescent per non dover più vivere tragedie come quella dell'alluvione del 1954 che colpì il capoluogo. Ma non si deve andare così tanto lontani nel tempo, basta ricordare quello che è successo solo recentemente a Livorno.
Il Fusandola, che scorre sotto piazza della Libertà, è un fiume tombato che potrebbe essere una bomba ad orologeria. La proposta al comune di Salerno, alla regione Campania, al Ministero dell'Ambiente e dei beni Culturali, alla Provincia di Salerno, alla presidenza del Consiglio dei Ministri, alla capitaneria di porto, all'agenzia del demanio, al ministero delle infrastrutture e trasporti è quella di istituire un tavolo di confronto per rinaturalizzare la foce del torrente Fusandola.
“Ogni anno i torrenti più piccoli creano disastri enormi, noi riteniamo che la vicenda del torrente Fusandola che ha una storia abbastanza disastrosa per la città – precisa il presidente dell'Associazione Italia Nostra Raffaella Di Leo - debba servire per ricordare ai cittadini i rischi che si corrono e per proporre una soluzione possibile per tutti i torrenti di Salerno, in prospettiva per gli anni prossimi”.
Da qui la soluzione proposta dal geologo Alberto Alfinito. “E' semplice, si devono rinaturalizzare le foci per cercare di ricreare un ambiente naturale rispetto a quello che è l'urbanizzato, laddove è compatibile. Per quanto riguarda la piazza potremmo immaginare di farla diventare almeno in parte come un'opera di deposito di immagazzinamento delle acque durante i temporali.
Si dovrebbe semplicemente procedere con il liberare i fiumi, i canali dal cemento”. Si faccia – precisano gli ambientalisti – nell'interesse della sicurezza pubblica. Quello che propongono è dunque la sospensione immediata dei lavori a Piazza della Libertà, il ripristino del tratto originario del Fusandola, ricostruendo gli argini e le sponde con elementi naturali e la conseguente rinaturalizzazione della foce originaria. L'area poi potrebbe essere destinata ad opere pubbliche individuate con un concorso di idee.
Sara Botte