Benevento

Da intrusi. Il derby ci sbatte in faccia una realtà amara. Quasi a farti pensare “ma cosa ci facciamo qui?”. Il Napoli non è di un’altra categoria, è di un altro pianeta. Bisogna solo scegliere tra la sconfitta o una brutta figura. Il Benevento quasi sceglie di non scegliere. Fa sì che il destino lo faccia per lui. Ma in realtà si consegna inerme nelle mani della squadra più forte del campionato. Lo fa con una squadra che è lontana parente di quella che ha fatto bella figura contro Samp, Bologna e Toro. Perché se è vero che i due esterni titolari sono stati bloccati da infortuni più o meno gravi, i due interni li cambia Baroni chiedendo a Chibsah e Viola, alla loro prima partita stagionale, di fronteggiare il gioco debordante del Napoli. Prima partita anche per Lombardi, così come per lo svedese-cubano Armenteros; quasi esordio, invece, perché va in campo dal primo minuto, per Lazaar. L’ultimo cambio di un turn over troppo disinvolto è la scelta di Di Chiara a sinistra al posto del napoletano Letizia. Il modulo è il solito, spregiudicato e votato all’attacco: 4-4-2 con due esterni bassi offensivi e due alti pronti ad affiancare le punte. Col Napoli di questi tempi è una sorta di suicidio. Ancora di più se gli azzurri trovano il gol dopo 2 minuti e 40 secondi. Non che serva che qualcuno gli spiani la strada, ci mancherebbe, ma è giusto per far capire subito quale possa essere il verso della partita. Il Benevento è subito scoperto come se fosse al mare. A sinistra più che a destra. E Allan, insieme a Mertens, fa subito il vuoto da quella parte. Il cronometro non segna neanche il terzo minuto e la rete di Belec già si gonfia. Un brutto presagio in un pomeriggio che toglie il fiato. Il San Paolo è come un teatro da “prima di gala”, ci sono 49.137 spettatori, quasi quanti sono gli abitanti di Benevento. L’incasso, neanche tanto ricco, è di 908mila euro. Una realtà che mette imbarazzo per una squadra così piccola come quella giallorossa appena arrivata in serie A. Imbarazza l’ambiente, come il 6 a 0 finale. Un risultato che si fa fatica a trovare nel passato della strega. Non è in discussione la sconfitta, quella era preventivata. Forse bisognerebbe evitare partite giocate alla garibaldina contro formazioni così forti. Trovare un’alternativa, please. Anche il centrocampo a tre della seconda frazione di gioco forse avrebbe consentito di proporre qualcosa di più produttivo. Ci penserà Baroni, lo ha detto in sala stampa, sottolineando che la cosa più bella del pomeriggio è stato il tifo di quello spicchio giallorosso allo stadio San Paolo. Quando non si può offendere, bisogna coprirsi. Almeno per evitare brutte figure.

Franco Santo