Salerno

Per la terza volta in carriera Gianluca Grassadonia incrocerà la Salernitana da avversario in veste di tecnico. Nei due precedenti, entrambi all'Arechi, i granata sono riusciti a raccogliere altrettante vittorie a distanza di poche settimane: 2-0 sul Messina in coppa Italia nel segno di Colombo e Franco, 1-0 in campionato grazie alla prodezza di Bovo al termine di una partita molto discussa, contraddistinta da episodi arbitrali contestati dai siciliani e inserita nel filone dell'inchiesta "Dirty Soccer" senza alcuna successiva conseguenza per i protagonisti per assenza totale di prove. La storia di Gianluca Grassadonia a Salerno è costellata da alti e bassi, da forti emozioni e altrettante amarezze. Difensore arcigno, elegante, bravo in marcatura e di grandissima intelligenza tattica, il centrale salernitano ha collezionato 90 presenze in campionato suddivise in quattro momenti diversi: esordio nel lontano 1988-89, consacrazione nel 1991-92, successi e soddisfazioni nel triennio 1993-1996 e carriera chiusa a testa bassa- e non per colpa sua- nella sciagurata annata 2006-07, quando la Salernitana di Lombardi e Bellotto rischiò addirittura di retrocedere in Seconda Divisione a causa di un pessimo girone di ritorno. 

L'aggressione di Perugia e le polemiche

Nel 1996 l'episodio che segnò una sorta di rottura tra Grassadonia e una parte della tifoseria. L'aggressione post Perugia, scaturita da un'autorete, rappresentò un momento molto triste e che incise negativamente sul finale di stagione. Non a caso il difensore decise di lasciare Salerno e di iniziare una lunga avventura all'ombra del Sant'Elia di Cagliari, stadio che lo elesse idolo indiscusso e nel quale si tolse tantissime soddisfazioni anche grazie alla sapiente guida dell'attuale Commissario Tecnico della Nazionale Giampiero Ventura. Nel 1998 il suo Cagliari e la Salernitana festeggiarono a braccetto la promozione in serie A al termine di una cavalcata trionfale ed emozionante, l'anno dopo il doppio 3-1 dei sardi sui granata segnò in maniera decisiva il cammino del cavalluccio marino. Se a Salerno non di andò oltre qualche ingeneroso fischio, nella gara di ritorno accadde praticamente di tutto: ospiti in vantaggio con Di Vaio, rimonta dei padroni di casa nella ripresa ed esultanza sfrenata di Grassadonia che, per celebrare la salvezza ormai acquisita, abbracciò a lungo il portiere Scarpi quasi in lacrime, un gesto che buona parte dei tifosi granata non gli ha mai perdonato. 

<<Noi stiamo retrocedendo e un ragazzo di Salerno esulta in quel modo?>> fu parere assai gettonato, altri invece lo difesero sostenendo che <<chiunque esulterebbe per aver conquistato la salvezza, ancor di più dopo essere stato picchiato senza motivo>>. I fatti dicono che Grassadonia è stato sempre fischiato ogni qual volta è tornato a Salerno da avversario, sebbene nel 2004, durante la partita di addio al calcio di Grimaudo, calciatori e organizzatori abbiano provato a ricucire lo strappo con la Sud riuscendoci a metà. Nel 2007 iniziò il suo percorso da allenatore e nel settore giovanile granata si tolse diverse soddisfazioni meritando la prima squadra nel 2009. La Salernitana, che aveva già silurato Fabiani, Brini, Acri e Cari, era con un piede in serie C già a metà girone d'andata, ma il mister accettò la sfida convinto di poter trasmettere ai giocatori la mentalità giusta.

Dopo il suo esonero la Salernitana ha battuto ogni record negativo

Affiancato da Cerone per problematiche di natura burocratica, Grassadonia alternò gare esaltanti (1-0 sull'Empoli, 3-0 all'Ancona) a errori clamorosi dettati dall'inesperienza (vedi 1-3 interno col Gallipoli, quando sull'1-0 tolse a sorpresa Caputo per inserire Pestrin, fuori condizione), per nulla aiutato da un ambiente sempre ostile nei suoi confronti. Anche lui, però, ci mise del suo. Dopo la doppia vittoria contro Torino e Piacenza sembrava fosse arrivata la svolta e, battendo l'Ascoli, le distanze dalla quint'ultima si sarebbero notevolmente accorciate. Dopo il gol del secondo vantaggio, però, il mister andò in confusione inserendo un difensore in luogo di un attaccante e stravolgendo completamente una squadra che non capì più nulla e subì tre reti in 10 minuti. Ancor più grave quanto accaduto sette giorni più tardi, a cospetto del Cesena di Bisoli. Sullo 0-0 il tecnico tolse Merino e Dionisi, i migliori in campo e gli unici in grado di accendere la luce, inserendo Caputo, tutto accompagnato dai fischi e da un coro poco piacevole. A fine gara, dopo l'ennesimo alterco con la Sud, l'esonero da parte di Lombardi e la lite con alcuni dirigenti. Per la cronaca Cerone ne perse 13 su 14 battendo ogni record negativo

Il destino vuole che ora si giochi il posto proprio contro la sua Salernitana, squadra del cuore che gli evoca ricordi bellissimi, ma anche tremendi. 90 minuti per blindare la panchina, stessa sorte per il collega Bollini: chi la spunterà?

Gaetano Ferraiuolo

 

Per leggere le notizie di cronaca clicca qui