Salerno

Non solo Gianluca Grassadonia. Questa sera un altro salernitano doc vivrà 90 minuti all'insegna delle forti emozioni e di quei ricordi indelebili che porterà sempre nel suo cuore interamente tinto di granata. Stiamo parlando naturalmente di Luca Fusco, capitano di mille battaglie e protagonista assoluto di due promozioni, in epoche diametralmente opposte, ma con lo stesso amore per la maglia. Era ancora un ragazzino quando Delio Rossi lo lanciò in prima squadra schierandolo dal primo minuto contro la Fidelis Andria in coppia con Ivan Franceschini, una performance di altissimo livello per un calciatore nato e cresciuto con il sogno di giocare all'Arechi e di gioire sotto quella che era sempre stata la sua curva. Indimenticabile l'immagine di Fusco e De Cesare di corsa verso la Sud subito dopo il pareggio con il Venezia, quando anche la matematica sancì il ritorno in serie A della Salernitana. Anche in massima serie, pur commettendo qualche errore dettato dall'inesperienza, seppe farsi rispettare; come dimenticare, tra le altre cose, la carezza di Maldini, l'ingiusta espulsione di Roma, la prova da 7 in pagella su Ronaldo, il tandem affiatato con Fresi e le lacrime dopo la gara interna con il Piacenza, quando Cesari non fischiò su di lui un rigore nettissimo.

L'imbarazzo di Breda durante Salernitana-Reggina...

Nonostante la retrocessione, Fusco decise di restare a Salerno, ma tre dei momenti più importanti della sua carriera furono celebrati in una fase negativa della storia della Salernitana. Il suo secondo gol ufficiale, contro il Venezia, coincise con la serata che sancì la retrocessione in C1 dopo un'annata disastrosa, il premio per le 150 presenze fu alzato al cielo in un Arechi semideserto e in contestazione, il record di presenze assoluto fu battuto con la Salernitana nuovamente retrocessa e con il coro "c'è solo un capitano" che gli spettatori dedicarono a Roberto Breda, seduto attonito e comprensibilmente imbarazzato sulla panchina avversaria. Nel cuore della gente, però, resteranno tanti momenti: la cavalcata di 90 metri contro il Frosinone, l'esultanza sotto la Sud dopo il gol di Guidoni contro il Napoli, quei tanti campionati condotti da protagonista e titolare inamovibile, la capacità di metterci sempre la faccia quando le cose non andavano per il verso giusto.

Peccato soltanto che la sua ultima stagione a Salerno sia coincisa con la sua annata peggiore in carriera, ovviamente non solo per colpe sue. Durante il ritiro, pur di restare, rinunciò all'onerosa offerta del Pescara pur essendo in scadenza di contratto, un gesto che rinsaldò il legame con una piazza che lo ha amato tantissimo e che gli sarà eternamente grata. Qualche errore di troppo in una difesa ballerina incrinò il rapporto con una piccola parte di tifosi, al punto che contro il Mantova fu sonoramente fischiato e abbandonò il campo all'intervallo gettando a terra la maglia con un mix di rabbia ed amarezza. E' stato quello l'ultimo atto di Fusco con la Salernitana, almeno da giocatore. Oggi ritroverà la sua squadra del cuore, ma anche il ds Fabiani con il quale ha vinto a Salerno, Messina e Genova. I suoi ex tifosi, siamo certi, lo applaudiranno, lui ripenserà a tutti i bei momenti vissuti all'Arechi con quella fascia di capitano al braccio..

Gaetano Ferraiuolo