Ancora una volta la Salernitana non è riuscita a vincere con l'arbitro Marini in campo. Il fischietto romano, in passato, ha sovente penalizzato i granata con deicsioni completamente sbagliate e che hanno inciso sul risultato finale. Come dimenticare, ad esempio, lo 0-2 contro il Prato contraddistinto da un penalty regalato ai toscani, un gol convalidato malgrado un fuorigioco di 3 metri e un rigore sacrosanto negato ai granata tra le proteste degli ottomila dell'Arechi e sotto lo sguardo impotente- e forse incredulo- del designatore. Anche in Supercoppa, contro il Novara, Marini contribuì alla sconfitta della Salernitana favorendo la rimonta dei piemontesi: prima con un rigore inesistente, poi con l'espulsione esagerata del difensore centrale Bocchetti. Quanto accaduto questa sera ha invece riportato alla mente la famosa sfida casalinga contro il Lecce della stagione 2014-15, quella della promozione. Sul risultato di 1-0 per i campani (splendido colpo di testa di Calil), il centrocampista Sacilotto falciò Andrea Nalini con un'entrata durissima e sconsiderata: c'erano gli estremi per l'espulsione diretta, l'arbitro si limitò all'ammonizione. Da quel momento iniziò il calvario del fantasista veneto.
Arbitro, prova da 4,5 in pagella
Oggi è successa praticamente la stessa cosa. Incomprensibile intervento a metà campo di Mammarella su Alex, portoghese costretto a uscire per infortunio e semplice cartellino giallo tra le proteste della panchina della Salernitana, convinta di aver subito un altro torto evidente dopo il rigore non fischiato la scorsa settimana su Vitale. Anche Firenze, autore del gol del momentaneo 1-0, avrebbe meritato l'espulsione per un durissimo intervento su Sprocati, ma il regolamento non è stato applicato così come le circostanze richiedevano. Marini, dunque, è tutt'altro che un amuleto per la Salernitana...
Gaetano Ferraiuolo