Benevento

Il 4-4-2 e le sue alternative. E’ stato l’argomento che ha animato questi due giorni che hanno fatto seguito alla debacle di Napoli. La risposta di Baroni in conferenza stampa al San Paolo aveva fatto propendere per un cambiamento, per l’alternativa al 4-4-2. Un centrocampista in più, un attaccante in meno. Ma pare che almeno inizialmente non se ne farà niente. Dovrebbe essere ancora tutto come prima: due attaccanti, due centrocampisti centrali, due esterni d’attacco. Pare che il tecnico non si fidi delle alternative. Neanche in difesa, dove la dea bendata è stata bieca oltre che cieca. Scegliere un centrale che prenda il posto degli “specialisti” del ruolo Antei, Costa e Djimsiti, tutti insieme fermi ai box, non è facile. Dei difensori da affiancare a capitan Lucioni è rimasto solo il giovane Gravillon, che avrà vinto anche lo scudetto nella Primavera dell’Inter, ma ha 19 anni e nessuna esperienza in prima squadra. Qui l’alternativa non c’è, a meno che non si voglia rivoluzionare il reparto con spostamenti di ruolo. Come ciò che è accaduto al San Paolo all’uscita di Antei. Venuti è passato al centro, Letizia è entrato sulla destra, Di Chiara è rimasto a sinistra. Potrebbe essere proprio questa la soluzione scelta dal tecnico. E poi affidarsi alla buona sorte più che alle capacità dei difensori giallorossi. Questa volta non c’è la “banda Bassotti” napoletana a tenere in apprensione tutti, ma tre “tipetti” strutturati fisicamente oltre che bravi di tecnica come Dzeko, Defrel e Perotti. La sfida sembra impari anche oggi, ma come sempre il confronto sarà tra i due schieramenti, non solo tra due reparti. Alla Roma mancano Nainggolan e Schick, ma non sembra un problema insormontabile, almeno inizialmente. Formazione più o meno annunciata da Di Francesco, che dovrebbe lasciare a riposo anche De Rossi e El Shaarawy:  Allison tra i pali, difesa a quattro con Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus e Kolarov. Centrocampo a tre con Pellegrini, l’ex Lione Gonalons e Strootman. Attacco, come detto, con Defrel, Dzeko e Perotti.

Il Benevento? Lo abbiamo detto, non dovrebbe rinnegare il suo modulo preferito, il 4-4-2. Difesa con Letizia, Venuti, Lucioni e Di Chiara; centrocampo con Parigini (o Lombardi), Cataldi, Memushaj e Lazaar; attacco con Puscas e Coda. Più che il modulo sarà essenziale lo spirito con cui si scenderà in campo. C’è da combattere una dura battaglia (sportiva, s’intende), servirà l’atteggiamento giusto da parte di tutti, fatto di slanci agonistici e sacrificio. Sul piano tecnico non c’è partita, ma nel calcio a volte questo gap può essere ridotto molto dall’atteggiamento. Il Benevento, questo, dovrebbe averlo capito.