Potrebbero aprirsi le porte del carcere per l'ex sindaco di Scafati Pasquale Aliberti, indagato per violazione della legge elettorale, con l’aggravante del metodo mafioso e per scambio elettorale politico-mafioso. A dirlo i giudici del tribunale del Riesame di Salerno. Dietro le sbarre con lui potrebbe anche finire Luigi Ridosso, arresti domiciliari invece per Gennaro Ridosso. In 25 pagine i giudici salernitani hanno argomentato le motivazioni per le quali l'ex primo cittadino deve tornare in carcere.
Per gli inquirenti, anche dopo lo scioglimento ed il commissariamento, Aliberti avrebbe conservato la sua leadership politica e da casa sua, tramite strumenti elettronici ed informatici, avrebbe continuato a detenere il suo potere. Ora l'ultima parola spetta alla Cassazione. A chiedere l'arresto dell'ex fascia tricolore scafatese la direzione distrettuale antimafia.
Tra i 16 indagati, compaiono anche il fratello del sindaco e la moglie, oltre che consigliere regionale, Monica Paolino. Secondo il Riesame, l'ex sindaco sarebbe ancora in contatto con i suoi elettori e la convivenza con la moglie, condizionerebbe la donna nelle sue scelte politiche.
Tutto è nato con l'inchiesta "Sarastra", che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale di Scafati, puntando l'attenzione su un presunto patto tra la classe politica ed esponenti di clan di camorra nell'Agro nocerino, quello dei Loreto-Ridosso.
Sara Botte