di Andrea Fantucchio
Le decisioni scontate che in tanti considererebbero razionali non sono mai state il suo forte. Ma questa volta Eugenio Corsi si è superato. Il noto cabarettista irpino ha deciso di abbandonare tutto e andare a vivere in Brasile. Per insegnare ai bimbi della favelas, dove sopravvivere è un piccolo miracolo quotidiano, che l'arte può fiorire anche in questa terra degli ultimi. Corsi insegna a questi piccoli brasiliani il teatro.
Ma, come capita in ogni viaggio che si rispetti, è proprio il viaggiatore ad apprendere qualcosa dai giovanissimi brasiliani. Il segreto del sorriso: un ombrello per proteggersi dalle piogge di una vita segnata da miseria e privazioni.
Raggiungiamo Eugenio al telefono. E' allegro come sempre. Anzi, di più. Un fiume in piena.
I bambini del sorriso
«Il Brasile – racconta - è un paese vastissimo. Esistono megalopoli, piccole cittadine e minuscole realtà rurali, pesca ed artigianato. Dopo aver vissuto a Rio de Janeiro, Recife e Maceio', ho preferito un luogo più tranquillo come Bahia. Un posto dove alla fine leghi con tutti in poco tempo. Un luogo dove clima, armonia, paesaggi, musica e colori si fondono in un equilibrio perfetto. Qui siamo ancora molto lontani dal frastuono delle grandi città. Ed ancor più distanti da quella tecnologia che ci fa sentire tanto vicini eppure ci allontana inesorabilmente».
L'assenza di comodità diventa un modo per affinare le proprie risorse umane e apprezzare la semplicità.
«In Brasile incontri ogni giorno il sorriso di chi non possiede nulla e capisci che per stare bene serve molto poco. I bambini sono meravigliosi ed avere a che fare con loro è un'esperienza davvero straordinaria. Cerco di trasmettere a questi piccoli il rispetto per l' ambiente innanzitutto. Le favelas sono un concentrato di rifiuti, scarichi fognari a cielo aperto ed immondizia di ogni tipo. Ma sono anche posti carichi di umanità e fede. Il governo nazionale cosi come le prefetture locali promettono molto, ma fanno poco. È davvero triste sentirsi impotenti di fronte a questa realtà. L' unica arma per andare avanti è proprio il sorriso. E i brasiliani sono maestri del sorriso».
Il segreto per sconfiggere il dolore
Tante le storie da raccontare, gli aneddoti di un viaggio che ogni giorni regala emozioni e sorprese. Eugenio ci parla anche di un momento molto triste. Quando ha perso il vicino e di casa e ha scoperto che la vita, in quell'angolo di mondo, spesso aveva davvero poco valore.
«Anni fa a Maceio' il mio vicino di casa fu assaltato, derubato ed ammazzato a colpi di pistola. Ho pensato: "Perché ammazzarlo dopo avergli rubato tutto?" Mi hanno risposto "Perché si fa prima e si evita di essere riconosciuti nel caso in cui la polizia eseguisse un identikit". La vita in molte città brasiliane vale poco. Forse per questo i brasiliani sorridono sempre: sanno che ogni giorno può essere l'ultimo. Ricordo di un parcheggiatore molto gentile».
Un'immagine vale più di...
«Sotto un sole cocente – continua - lavava le auto con spugna e secchio d'acqua. Il parcheggio era enorme e lui correva imperterrito da un punto all'altro col sorriso stampato sulle labbra e negli occhi. Dopo un po' mi fermai a parlare con lui. Mi raccontò che dalle otto del mattino alle sei di sera svolgeva quel lavoro. Poi dalle dieci della sera alle due di notte faceva il guardiano di una fabbrica. Quando gli chiesi come facesse a sorridere sempre mi disse: "È lunico modo per tenere a distanza la tristezza. Lei mi si avvicina spesso ma ogni qualvolta sorrido la vedo scappare via"».
Eugenio non esclude un ritorno in Italia, per ora si gode il momento.
«Sicuramente – conclude - certi luoghi ti entrano nell'anima. Mi auguro di poter essere una persona migliore. Ho tanti pregi ma anche tanti difetti come tutti. Aver abbandonato i panni del turista mi permette di vivere il Brasile pienamente. Ho cercato di immortalare questa mia esperienza attraverso scatti fotografici. La fotografia è una passione che coltivo da quando ero ragazzo e che qui è stata così apprezzata che mi hanno quasi costretto a fare una mostra. Cosa che farò molto volentieri. Magari replichero' l'evento in Italia ma al momento è davvero prematuro parlarne. Mi rende felice però che anche nella mia città siano in tanti a farmi i complimenti per le foto».