Vittoria doveva essere, vittoria è stata. E poco importa se dal punto di vista estetico non è stata certo la Salernitana più bella della stagione. Anzi, si può parlare di squadra convincente anche se dieci giocatori combattono dal primo al novantesimo lottando su ogni pallone, aiutando il compagno in difficoltà e sacrificandosi in ruoli non propriamente congeniali alle loro reali caratteristiche. Che dietro la metamorfosi di Bollini possano esserci anche impliciti suggerimenti societari è possibile, del resto solo gli stupidi non cambiano idea e lo stesso Lotito, in sala stampa, ha detto che "tre teste pensano meglio di una, a volte bisogna incappare negli errori per capire quali siano le soluzioni". Contro uno Spezia decisamente più debole rispetto alle ultime stagioni, ma anche abbastanza sfortunato, i granata hanno accantonato alchimie tattiche e 4-3-3 infruttuoso affidandosi a un 3-4-1-2 che ha iniziato a dare i suoi frutti soprattutto grazie...all'infortunio di Tuia. Nei primi 15 minuti, infatti, le scelte di Bollini non stavano tramutandosi in una buona prestazione e i liguri, pur senza strafare, sembravano padroni del campo e attaccavano con una manovra palla a terra rapida, ma spesso prevedibile.
Della Rocca preziosissimo tatticamente, che cuore Bocalon
La formazione iniziale era la seguente: Radunovic in porta, terzetto difensivo composto da Tuia,Schiavi e Bernardini, con Perico a destra, Vitale a sinistra e il tandem Minala-Della Rocca al centro, Sprocati trequartista e la coppia Rodriguez-Bocalon in avanti. Qui va tributato un plauso a Bollini:quasi nessuno avrebbe riproposto "Peter Pan"dopo la figuraccia di Vercelli, per di più a cospetto dell'esigente platea dell'Arechi. Il mister ha avuto coraggio e i fatti gli hanno dato ragione, chapeau! L'avvio, come detto, non aveva convinto, merito dello Spezia che raddoppiava prontamente su Minala e Della Rocca non permettendo ai granata di ragionare in mezzo al campo. La scarsa propensione offensiva di Perico creava distanze enorme tra attaccanti e difensori, al punto che Bocalon doveva abbassarsi sovente sulla linae di metà campo per toccare qualche pallone. La posizione di Sprocati, sacrificato sull'altare del modulo, consentiva comunque alla Salernitana di andare al tre contro tre con i difensori dello Spezia, messi fuori causa da Bocalon al 12' prima che Rodriguez calciasse alle stelle. Intenzioni comunque apprezzabili.
Con Tuia out ecco la mossa giusta: dentro Kiyine, Perico centrale e 3-5-2 un po' più offensivo. Il giovane talento scuola Chievo aveva il merito di adattarsi immediatamente alla nuova posizione e di trasformare rapidamente l'azione da difensiva a offensiva calciando indifferentemente con il destro e con il sinistro; il suo ingresso agevolava anche gli altri due centrocampisti, con Della Rocca abile a dettare il passaggio venendo incontro e Minala a smarcarsi sul fronte opposto in attesa della sovrapposizione puntuale del generosissimo Vitale. La rete dell'1-0 è frutto di un pressing finalmente più alto e convinto: recupero di Della Rocca e lancio per Bocalon, sponda da campione per Rodriguez e vantaggio granata per la gioia dei 7mila dell'Arechi. La reazione dello Spezia si traduceva in un forcing sterile e poco convinto, merito anche dell'ottima fase di non possesso di una Salernitana capace di difendere in 10 e di costringere i liguri a prediligere la giocata orizzontale, spesso fine a sè stessa.
Nella ripresa il 3-5-2 dei liguri si trasformava in una sorta di 4-4-2 a trazione anteriore, ma la Salernitana non si faceva sorprendere pur abbassandosi troppo per difendere il prezioso vantaggio. Di cross dal fondo lo Spezia ne faceva a bizzeffe, ma i centrali granata non si lasciavano sorprendere anche grazie all'ottima copertura preventiva di Kiyine e Vitale. L'ingresso di Odjer per Bocalon portava Sprocati a giocare più vicino a Rodriguez, ma l'azione del raddoppio nasce sull'asse Kiyine-Minala: ottimo scambio tra i due, cross sul secondo palo e tiro di Vitale corretto in porta dall'ex centravanti del Cesena, scaltro e fortunato a centrare il bersaglio sotto la Sud per la prima doppietta in maglia granata. Gara chiusa? Sì, ma alcuni errori della retroguardia di casa passano quasi inosservati per l'imprecisione di Granoche, abile a svettare tra Bernardini e Schiavi, ma poco concreto. Anche due legni gridano vendetta, così come la scarsa vena offensiva di Marilungo che non approfittava di qualche uscita a vuoto di Radunovic. Una vittoria, comunque, nel complesso meritata, ma a Parma bisognerà capire se è davvero arrivata la svolta o è stato solo un sabato di gloria.
Gaetano Ferraiuolo