Quando una squadra che punta dichiaratamente alla salvezza conquista sette punti in sei partite tutto sommato può definirsi soddisfatta. A Salerno, però, quest'inizio di campionato è stato archiviato con tanta amarezza soprattutto tenendo in considerazione il valore degli avversari che i granata hanno affrontato. Venezia, Ternana, Carpi, Pescara e Pro Vercelli erano squadre ampiamente alla portata e sicuramente non superiori alla Salernitana, eppure i ragazzi di Bollini sono sempre stati costretti a rincorrere e hanno subito tanti gol evitabili. Meno male che è arrivata la vittoria sullo Spezia: in caso contrario staremmo parlando di zona retrocessione e cambio di guida tecnica, uno scenario non propriamente incoraggiante alla vigilia di una serie di partite da brividi e che diranno moltissimo sulla reale consistenza di un organico che deve dimostrare sul campo di essere davvero più forte di quello che, fino a maggio, lottò per i play off pur senza grossa convinzione.
La spinta del pubblico per spostare gli equilibri, occhio alla doppia interna
Il ciclo di fuoco partirà venerdì sera a Parma. I ducali, pur essendo una neopromossa, si sono affidati a un direttore sportivo esperto e capace come Faggiano e al giusto mix di giovani ed esperti. Occhio a Insigne, Calaiò, Ceravolo, Siligarid, Baraye e Di Gaudio, un attacco forse anche di categoria superiore e che può far male in qualunque momento, ancor di più perchè sostenuto da un fuoriclasse per la B come Dezi e da gente come Barillà che, in B, è autentico lusso. Sette giorni dopo sfida interna contro l'Ascoli di Maresca, squadra che ha raccolto molto meno di quanto avesse meritato e che non troverà certamente un Arechi pieno a causa di un orario che penalizzerà commercianti e lavoratori. Poi sotto con il derby: l'Avellino quest'anno non scherza e in casa è stato un rullo compressore, al Partenio negli ultimi anni sono arrivate soltanto sconfitte e la componente ambientale inciderà forse anche più delle singole qualità tecniche.
Neanche il tempo di archiviare il derby che a Salerno arriverà il Frosinone, insieme al Palermo la squadra più forte del campionato e potenzialmente in grado di battere chiunque. C'è da riscattare l'1-3 dell'anno scorso (fortunatamente non ci sarà Pasqua), ma la forza dei ciociari è indiscutibilmente superiore a quella della Salernitana e occorrerà la prestazione perfetta. Il tour de force si chiuderà con Novara (in trasferta) e doppia sfida interna con Empoli (infrasettimanale) e Bari, sette giorni di fuoco per chiunque. In B nulla è scontato e la curva ha spesso saputo spostare gli equilibri, proprio per questo mai come questa volta il popolo granata dovrà essere il dodicesimo uomo in campo e costituire il valore aggiunto. Viceversa ci sarà davvero tanto da soffrire...
Gaetano Ferraiuolo