Tiene banco a Benevento il caso di malasanità raccontato da una donna, che nei mesi scorsi era arrivata con dolori alla schiena al pronto soccorso del Rummo, ed ai suoi parenti era stato suggerito di ricorrere alle cure del "medico dei pazzi", salvo poi scoprire che aveva un cancro al seno ormai in metastasi e che da ciò dipendevano i dolori.
Versione confermata da Giuseppe De Lorenzo, psichiatra che aveva visitato la donna e le aveva suggerito di effettuare una risonanza magnetica che aveva portato alla scoperta del tumore.
Ieri la versione del Rummo: "Siamo stati noi a scoprire il tumore, abbiamo seguito il protocollo del caso".
La protagonista della vicenda, tuttavia, torna sull'argomento, smentendo in toto la versione del Rummo e annunciando una querela per diffamazione: " Dopo quanto si è verificato in questi giorni, mi si creda, era mia intenzione, almeno per il momento, spargere un doveroso velo di silenzio sulla triste e dolorosa vicenda che mi ha interessato. Il tutto, tra l'altro, considerando che, in queste ore, devo solo ed esclusivamente dedicare le mie giornate a curarmi dopo i mesi sciupati per la negligenza di alcuni medici.
Quante sofferenze con la chemioterapia! E qui, ci sono i vertici dell'A.O. "Rummo" che, anche se loro stessi medici, non hanno neanche il pudore di tacere solo per salvare chi mi ha curato a pagamento nel suo studio per otto settimane senza comprendere nulla. Un medico che da ospedaliero, si fa pagare senza neanche il rilascio delle ricevute e sbaglia, poi, le diagnosi.. Vergognatevi!
Nel leggere appunto la nota diffusa dall'A.O. "Rummo" c'è solo da rimanere esterefatti e ci si chiede come si possa arrivare a tanto. Ammettere il falso in questo modo è da codice penale.
La nota, putroppo, invita ad uscire ancora di più dal silenzio al fine che i fatti emergano in tutta la loro gravità. E', quindi, davvero impensabile chela direzione sanitaria avalli tali menzogne.
Il gioco delle date che hanno fatto, per tentare una copertura, è scandaloso. Parlano chiaramente le certificazioni allegate alla denuncia e parlano gli sms, che l'ortopedico ha indirizzato sul cellulare di mio figlio.
Stando così le cose, mi impegno a presentare, da subito, una querela per diffamazione nei confronti del Direttore Sanitario dell'A.O. "Rummo", dando, nel contempo, notizia che, a breve, i miei congiunti, non potendolo fare io, terranno una conferenza stampa ove saranno resi noti gli attestati e qui si scoprirà il meschino gioco delle date, al pari del gioco delle tre carte, che è stato posto in essere. Ci sarà solo da tenere finalmente la bocca chiusa. Ben chiusa".