La redazione di SalernoSport24 ha intervistato Matteo Guazzo, uno dei doppi ex della sfida in programma venerdì sera tra Parma e Salernitana. A Salerno ha vissuto momenti diametralmente opposti: nel 2012-13 fu tra gli artefici del salto di categoria e della vittoria della Supercoppa, nella stagione successiva, pur avendo segnato un buon bottino di reti, chiese la cessione ufficialmente per motivi familiari scatenando l'ira di una tifoseria che lo etichettò come "traditore" beccandolo sui social network. Nel 2015, invece, fu ad un passo dal clamoroso ritorno prima della scelta del ds Fabiani di trattenere Negro e acquistare la meteora Cristea. Ecco le sue dichiarazioni:
Per chi farai il tifo?
“Senz’altro per la Salernitana, mentre il Parma ha rappresentato solo una parentesi nella mia carriera. Però per non far male a nessuno auspicherei un pareggio”.
Sulla tua partenza ne hanno dette tante, ma tu hai comunque e sempre sentito un legame forte con la piazza. Un po’ come gli amanti traditi, il popolo granata ti ha detto di tutto...
“Sì è così. Se ne sono dette tante ma la verità è che se avessi potuto sarei tornato indietro. Il danno, però, ormai era fatto. In quel momento avevo bisogno di avvicinarmi alla famiglia, a mio padre che ora non c’è più”.
Venerdì sera la Salernitana incontra il Parma. Per i ducali vittoria sprint, poi un paio di passaggi a vuoto è una sorprendente vittoria a Venezia. Che puoi dirci di questa squadra?
“Sono stato lì fino a gennaio scorso. Hanno una società tutta nuova e seria, con un allenatore bravo e preparato. Sulla carta hanno una rosa secondo me anche più competitiva di quella della Salernitana. L’obiettivo non può essere quello della salvezza e basta. Molti dei giocatori ha un passato importante, e sono stati già in serie B; le prime partite vinte, però, le collego più all’entusiasmo della debuttante, poi qualche sconfitta della classica gara presa sottogamba, mentre a Novara sono riemersi i valori di una squadra sostanzialmente forte”.
Un nome su tutti da tenere sotto osservazione?
“Troppo facile dire quello del mio amico Calaiò. Se devo farti un nome che non si conosce neanche tanto, ti dico Yves Baraye. È cresciuto molto ultimamente”.
Ti sta piacendo questa serie B?
“Beh sì. Si sta segnando molto e ne guadagna lo spettacolo, con una gran incertezza sui risultati”.
E la Salernitana?
“La Salernitana parte sempre un po’ così, l’importante è che poi faccia un campionato tranquillo, anche se lasciando andare via Coda e Donnarumma hanno perso un buon bottino di gol. Io, in realtà, spero sempre che decidano di fare una squadra per la promozione in serie A, i tifosi la meritano”.
Da bomber su chi punteresti tra Rodriguez e Bocalon?
“Partendo dal presupposto che Rodriguez sia un ottimo calciatore, vedo di più Bocalon un uomo d’area di rigore, sente la porta come pochi e in terza serie ha tanti gol negli ultimi campionati”.
Chi sono le favorite e le possibili sorprese?
“Non vedo una favorita. Seppur il campionato sembri più equilibrato rispetto agli ultimi anni, vedo Frosinone, Empoli, e anche Perugia, giocarsi la promozione in serie A, mentre per me il Palermo è già là”
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Redazione Sport