Intervenuto durante la trasmissione "Granatissimi" in onda ogni martedì alle 21 su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre), lo storico tifoso Giovanni La Padula ha analizzato ocsì il momento vissuto dalla Salernitana soffermandosi sul calo di presenze allo stadio: <<Sicuramente vedere tanti spazi vuoti all'Arechi anche in curva fa molto male. Ci sono quelli che sono innamorati a prescindere, che sostengono la maglia e che vanno dappertutto al di là di risultati, classifiche e obiettivi. Non mi sento, però, di condannare chi in questo momento ha deciso di allontanarsi e di seguire la squadra dietro le quinte. Tanto per rendere l'idea, vi faccio quest'esempio: il mio club conta sessanta iscritti, l’anno scorso in 45 hanno sottoscritto l’abbonamento. Quest’anno, per ovvie ragioni, tanta gente che ama la Salernitana ha preferito fare il biglietto di volta in volta. La paura è quella di un campionato anonimo, paradossalmente è meglio lottare per non retrocedere perchè almeno c'è qualcosa in palio. Nessuno vuole disconoscere i meriti della proprietà, ma prima o poi una risposta questa piazza dovrà averla. Ogni anno ascoltiamo sempre le stesse dichiarazioni, battono sempre sul tema degli spettatori. La verità è che più della B non possiamo fare, non mi sento di condannare il tifoso della provincia che deve chiudere un’attività per assistere a una gara “inutile” magari con freddo e pioggia>>.
La Padula prosegue: <<Nel momento in cui mandi via Coda e Gomis, titolari in serie A, e ti affidi a tanti giovani presi anche in ritardo lanci segnali molto chiari. Non so se sia giusto o meno mettere in discussione Bollini. La squadra a mio avviso è dalla parte dell’allenatore, altrimenti non avrebbe rimontato quelle partite. Se vuoi fargli le scarpe, perdi in casa contro Ternana e Pescara. Fortunatamente sabato scorso è arrivato questo primo successo contro lo Spezia. Dopo 6 partite sarebbe stato problematico non vincere, anche perchè ora andiamo incontro ad alcune partite assai difficili. Vorrei dire il mio parere su Rosina. Un giocatore con questo curriculum e questa qualità non può certo aver dimenticato come si gioca. Al di là degli infortuni, credo possa essere molto utile alla causa. Fargli fare l’esterno significa non metterlo in condizione di esprimere le sue potenzialità, mi piacerebbe vederlo dietro le punte>>.
Per leggere le notizie di cronaca clicca qui
Gaetano Ferraiuolo