Benevento

Colpi di scena giornalieri, critiche, ricorsi e ribaltamenti di fronte continui per ritornare sempre e puntualmente, dopo due anni, al punto di partenza.
Il caso mensa scolastica a Benevento, allo stato, è un Monopoli in cui tra imprevisti e opportunità, alla fine si ritorna sempre alla casella di partenza.
Problemi cominciati con l'amministrazione Pepe e di fatto mai risolti, nonostante furono posti a vessillo in campagna elettorale.
Diverse le soluzioni proposte, su tutte il ripristino del centro di cottura comunale, mai avvenuto per la situazione delle casse di Palazzo Mosti.

Si ripartì con un bando a inviti, nel 2016, basato sul criterio del massimo ribasso, vinto di nuovo da Quadrelle, ditta che già aveva in gestione il servizio nell'ultimo anno di amministrazione Pepe, con il servizio che fu sospeso nel maggio del 2016. E' finita con una nuova sospensione del servizio nel maggio 2017, con l'ordinanza di Mastella legata ad alcuni rilievi dell'Asl.
Per il nuovo anno scolastico l'immancabile volontà di cambiare tutto: da principio andando contro il precedente orientamento di concedere ai bambini la possibilità di portare panini o pasti da casa, votando in consiglio una delibera di senso opposto, poi con il nuovo bando, vinto da un'azienda catanese, ma già in profumo di ricorsi all'atto dell'apertura delle buste con le offerte.
Poi è intervenuta l'Anac, con dei rilievi che hanno spinto l'amministrazione ad annullare la gara e a rimettere a bando il servizio osservando i suggerimenti Anac, e infine il ricorso di 50 famiglie al Tar contro la delibera anti panino, col tribunale che ha accolto la richiesta di sospensiva.
In base a ciò, il ritorno alla casella di partenza: il Comune, in una sorta di autotutela, ha deciso di sospendere la mensa fino alla decisione definitiva del Tar, perché, in caso di pasto da casa, da Palazzo Mosti non ci si vuole arrischiare a tenere insieme bambini che mangiano alimenti di cui non si conosce la provenienza, magari con reazioni allergiche o altri problemi dietro l'angolo se i piccoli si scambiassero i pasti, sfuggendo al controllo di insegnanti e personale scolastico.
Tutto fermo dunque, con i gruppi whatsapp delle mamme che trillano di continuo raccontandosi dei disagi derivanti dall'assenza del tempo pieno.
Materiale da farci una serie tv, vista la ricchezza di personaggi e colpi di scena che in due anni si sono di volta in volta succeduti: due sindaci, assessori defenestrati, j'accuse di consulenti...e sullo sfondo i lavoratori, loro sempre sul filo del rasoio, tra un'azienda e un'altra, tra un bando e l'altro.
Fermi per un altro turno dunque... in attesa che riprenda quello che ha tutta l'aria di essere un monopoli infinito

 

Crisvel