Venerdì 29 settembre si conoscerà il destino che aspetta l’edificio in largo Abate Conforti che ospita l’Archivio di Stato di Salerno. E’ prevista, infatti, la riunione del Consiglio provinciale di Salerno che dovrà approvare l'elenco costituente il "Piano delle alienazioni e/o valorizzazioni immobiliari per il triennio 2017/2019", tra cui dal 2015 rientra, appunto, anche lo storico stabile.
Per opporsi a questa azione che per molti salernitani rappresenta un danno enorme alla collettività, è stata organizzata, proprio nella mattinata di venerdì, una “Passeggiata per dire no alla (s)vendita dell’Archivio di Stato di Salerno”, autorizzata dalla Questura di Salerno, che partirà alle ore 9:30 da piazza Vittorio Veneto, nei pressi della stazione, e giungerà davanti alla Provincia, dove una delegazione dei manifestanti entrerà per assistere al Consiglio provinciale, convocato in seduta pubblica.
La Provincia di Salerno nel 2015, con delibera n.223, ha inserito nel “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2015-2017” anche il palazzo che ospita l’Archivio di Stato di Salerno. L’ente Provincia ha reiterato l’azione di vendita attraverso una nuova deliberazione di Consiglio avvenuta il 28 dicembre 2016, con cui inserisce l’edificio nel nuovo piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per il triennio 2016-2018.
In data 26 giugno 2017 è stata presentata all’ufficio protocollo della Provincia una petizione popolare sottoscritta da 1136 cittadini della provincia che chiedono l’annullamento della delibera di Consiglio n. 223/2015 e 155/2016 e a trovare, nel più breve tempo possibile, una soluzione in dialogo con il Mibact affinché lo storico edificio di piazza Abate Conforti possa continuare ad ospitare la sede dell’Archivio di Stato di Salerno.
“La messa in vendita dello storico edificio, simbolo di identità culturale dell’intera cittadinanza, oltre a far sorgere la problematica della conservazione e della futura fruibilità del patrimonio archivistico lì conservato – affermano i promotori dell’iniziativa di protesta - costituisce un atto di estrema gravità che commetterebbe la Provincia, la quale renderebbe privato un edificio monumentale della città di Salerno sottraendolo alla collettività”.
Redazione Salerno