di Siep
Il perdono chiesto da chi ha ucciso quel giovanissimo nel cuore del Rione Sanità a Napoli. Una vittime innocente. Non doveva morire, non lo meritava. Venne ucciso per errore Genny vittima innocente della camorra organizzata.
Ciro Perfetto viene indicato come uno dei killer del commando che uccise per sbaglio quel diciassettenne nel Rione .
Ieri Perfetto ha affidato ad un foglio scritto a penna, rivolto al giudice Vecchione, nel corso della prima udienza del processo ai presunti killer del 17enne, la sua richiesta di perdono ai familiari.
Sangue e morte due anni fa in quella piazzetta. Era la notte tra il 5 e il 6 settembre. Ieri il processo. La tappa del percorso della legge scandida da quelle parole annotate su un foglio, consegnate al giudice.
Ventuno anni, condannato in primo grado a un ergastolo per l’omicidio del boss Pietro Esposito, Ciro Perfetto scrive alla famiglia della vittima.
«Parlo dal profondo del mio cuore, chiedendovi umilmente scusa per il dolore causato». E ancora: «Spero che anche il buon Dio mi perdoni per la ingiusta fine di un bravo e onesto ragazzo, che sicuramente non meritava tutto ciò».
E' un giovanissimo anche lui. All'epoca dei fatti solo 21 anni. Il processo va avanti. Forse anche altri potrebbero chiedere perdono. L’inchiesta si basa su attività tecniche (intercettazioni e riscontri di polizia giudiziaria), ma anche sulle accuse messe agli atti dal boss pentito Carlo Lo Russo, mandante della «stesa» omicida.
Era in corso la guerra tra i due clan. Affiliati armati in sella a scooter partirono da Miano e fecero fuoco di notte in piazza San Vincenzo, nel cuore della Sanità. C’erano dei pregiudicati in strada all’alba, ma soprattutto ragazzi e tra loro Gennaro, detto Genny, che fu colpito da un proiettile vagante. Grazie al racconto dei pentiti (Carlo Lo Russo, il boss che ordino’ il raid, di un suo ‘collaboratore’ Rosario De Stefano, della compagna del boss, Antonella De Musis), la Dda di Napoli riuscì ad arrestarli tutti. In carcere sono finiti Luigi Cutarelli, 21 anni, Antonio Buono, 26 anni, Ciro Perfetto, 19 anni, e Mariano Torre, 30 anni, tutti per omicidio volontario aggravato. E tutti hanno scelto il rito abbreviato dopo la mossa della Procura di giudizio immediato.
Ieri intanto il Comune di Napoli si è costituito parte civile nel processo per l'uccisione del ragazzo di 17 anni ucciso per errore, il 6 settembre 2015, durante una «stesa» di camorra nel rione Sanità. Ne hanno dato notizia l’assessore comunale Alessandra Clemente e il presidente della terza municipalità Ivo Poggiani. «Oggi 27 settembre, inizio delle celebrazioni delle 4 Giornate della città di Napoli che titolano `Contro camorra e violenza con gli ideali della resistenza´ - ha detto Clemente - siamo presenti nel processo a carico dei responsabili materiali, dei mandanti dell’omicidio di Genny Cesarano per dare sostanza a questo messaggio sempre attuale». «Voglio ricordare i tanti episodi di resistenza nel quartiere Sanità -ha aggiunto Poggiani- testimoniati dall’impegno dei familiari delle vittime innocenti di criminalità, dalle associazioni e dallo stesso lavoro portato avanti dalla Municipalità. La costituzione di parte civile è un atto doveroso per stare al fianco dei cittadini e della famiglia Cesarano, che in questi anni si sono impegnati nel contrasto alle camorre».