Bocciatura totale per la gestione di Palazzo Mosti del caso mensa. La Cgil oggi ha convocato una conferenza stampa per discutere degli ultimi sviluppi e soprattutto della situazione dei lavoratori, senza stipendio ormai da 24 mesi. “L'avevamo detto”, è la considerazione di Rosita Galdiero, segretario generale, che rivendica di aver già messo in luce in passato i limiti del bando per l'affidamento del servizio.
La Galdiero infatti ha spiegato: “Qualche giorno fa abbiamo letto che nonostante la pronuncia dell'Anac circa le criticità del bando e la sospensiva del Tar l'amministrazione volesse affidare il servizio all'azienda che si era aggiudicata l'appalto ricorrendo ai criteri di necessità e urgenza. Ma essendo stato annullato il bando non c'è alcuna base per dire che ci sia un'azienda vincitrice. L'amministrazione invece vuole fare l'affidamento tramite trattativa privata: la macchina comunale però è pubblica, e anche con necessità e urgenza per l'affidamento serve l'evidenza pubblica, cioè convocando tutte le aziende, aprendo le buste pubblicamente e affidare a chi ha fatto la miglior proposta.
La realtà è che si continuano a fare pasticci e questi non ricadono su chi li fa, ma in primis sui lavoratori, che non hanno neanche ammortizzatori sociali, poi ricade sui bambini e quindi sulle famiglie. Ci sono ovvie ripercussioni anche sui docenti. L'amministrazione non è in grado di gestire: tanti errori si potevano evitare col confronto, invece no, è iniziato l'anno, la mensa non c'è, i lavoratori non hanno stipendio”.
In mattinata sul caso mensa si era espressa anche Marianna Farese, portavoce in consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle: “Purtroppo ci rimettono sempre famiglie e bambini. Ormai la querelle è infinita e non ci sono soluzioni. Avevamo fatto una conferenza per proporre una soluzione: il centro di cottura non è realizzabile per mancanza di fondi, e dunque si poteva fare micro lottizzazione, favorendo ristoratori locali e garantendo ad ogni scuola il cibo preparato quasi in loco. Tutto ciò non si è voluto fare, prima si è andati a gara con massimo ribasso, poi con offerta economicamente più vantaggiosa ed è intervenuto l'Anac. In più quell'aberrazione su obbligatorietà: mi auguro il Tar dia ragione ai genitori che non si sono arresi”.
Crisvel