La domanda sorge spontanea: ma la squadra che ha conteso la vittoria all’Inter merita davvero di stare in fondo alla classifica con quello zero che è oggetto di scherno da parte di tanti? Spontanea la domanda, scontata la risposta: questo Benevento meriterebbe un pizzico di fortuna in più, come quella, ad esempio, avuta a Torino dal Verona prossimo avversario in campionato. Il capitolo fortuna ha una sua valenza sostanziale, ma lo tralasciamo, puntando invece molto sui dettagli tecnico-tattici. La squadra che ha giocato quasi ad armi pari con quella di Spalletti ha potuto contare su rientri importanti, alzando di molto la cifra tecnica del complesso.
Aspetto tecnico. Giocatori come D’Alessandro, Iemmello, Djimsiti hanno dato un contributo altissimo, ma sono riusciti a far esprimere meglio anche chi gli era a fianco. E’ il caso del centrale albanese che ha dato nuove certezze anche a Costa, che forse ha fatto la sua migliore partita in giallorosso. Ma il protagonista della giornata è stato senza dubbio Marco D’Alessandro, verve spropositata, grande movimenti, mai fini a se stessi: un gol, un palo, tante giocate che hanno fatto venire le vertigini a D’Ambrosio e compagnia. Infine Iemmello. Rassicurato dai medici di Villa Stuart sulle condizioni del suo ginocchio, è sceso in campo con un paio di allenamenti nelle gambe. Baroni ha “forzato” parecchio il rientro e la scelta si è rivelata giusta. Il Benevento non ha in organico un giocatore con le caratteristiche dell’attaccante di Catanzaro, che ha tenuto in costante allarme la difesa dell’Inter. A cui, non dimentichiamolo, appena 4 mesi fa aveva segnato due gol nella sua casa a San Siro. E a cui, è bene sottolinearlo con forza, aveva segnato un gol buono anche al “Vigorito”. Sul tiro di Memushaj che colpisce la traversa le posizioni di Iemmello e D’Alessandro sono regolari, ma l’arbitro fischia prima che il centravanti giallorosso faccia centro, annullando di fatto l’eventuale intervento del Var. Sarebbe bastato che Doveri avesse atteso la fine dell’azione (dunque un secondo o due) e poi richiedere l’intervento del Var perché il gol fosse convalidato. Non è fortunato il Benevento con la nuova tecnologia.
Capitolo tattico. L’altro aspetto decisivo in questa prestazione riteniamo sia stato il nuovo assetto. Il 4-3-3 questa volta (contrariamente all’ibrido offerto contro la Roma) è stato disegnato con tre centrocampisti al centro, due esterni e una punta. Risultato: squadra più equilibrata, grande densità a centrocampo e maggiore copertura per la difesa. Inutile dire che, soprattutto contro le grandi, bisogna scendere in campo così. Non si fa solo bella figura, si rischia addirittura di far punti.
Franco Santo