Salerno

Arriva dal popolo di internet l’ultima lamentela riguardante la gestione, e la valorizzazione, della cattedrale cittadina, monumento tra i più importanti – se non il più importante – presenti in città che ieri, domenica, già alle 13 era chiuso. “Nessun avviso su aperture e orari all’esterno. Decine di turisti di tante nazionalità sbigottiti e inviperiti. Complimenti alla vocazione turistica”: a raccontare lo spiacevole inconveniente in un gruppo su Facebook è stato un salernitano che ieri, per testimoniare  quanto affermato, ha anche "postato" una foto del grande portale sbarrato.

I commenti sdegnati sono presto arrivati, come ad esempio quello di Dario C.: “Il più importante monumento cittadino meriterebbe maggiore attenzione, da parte di tutti. Chiesa, Comune, Soprintendenza, tutti dovrebbero operare nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità per garantire la migliore fruizione a turisti e credenti. Non mi sembra che questo stia avvenendo”. Nella discussione virtuale sono fioccate anche alcune proposte, come quella di Pino Adinolfi, un commerciante della zona: “Basterebbe sostituire il portone di legno con uno di ferro e cristallo così almeno si potrebbe guardare anche dal di fuori il quadriportico che è bellissimo”.  Andrea I., invece, ha voluto spezzare una lancia in favore di don Michele Pecoraro: “L’attuale parroco in realtà mantiene il Duomo aperto spesso anche la sera. Sarà stato un caso”.

Stando alle informazioni reperite in Rete, però, si capisce che l’episodio di domenica non è stato sporadico in quanto l’ingresso al pubblico nella cattedrale di Salerno è previsto, per la basilica dalle 8.30 alle 20 nei giorni feriali ma nei giorni festivi gli orari sono 8.30-13 e 16-20.  Per quanto riguarda l’ingresso alla cripta gli orari sono 9-19.45 nei giorni feriali e 8.30-13 e 16-18 nei giorni festivi. Peccato, quindi, per tutti quei visitatori che arrivano nel centro storico nel weekend (di solito sempre preferito ai giorni feriali per muoversi) e sono obbligati a sottostare a orari scomodi e, bisogna dirlo, per nulla adatti a una città che ama definirsi europea.

Fiorella Loffredo