Sarà pur vero che il suo carattere vulcanico ed alcune vicende personali (vedi caso Sperotto) possono aver influito negativamente sulla sua ascesa professionale, ma tutto si può dire tranne che Eziolino Capuano non sia un allenatore profondamente innamorato del suo mestiere e che incarna valori di cui il mondo del calcio ha assolutamente bisogno. Dopo aver ottenuto ottimi risultati alla guida di Taranto, Cavese, Nocerina, Juve Stabia e Arezzo, l'anno scorso il trainer salernitano ha accettato l'offerta del Modena conducendo lo storico club emiliano alla salvezza in un girone molto complesso e ben figurando a cospetto di avversari del calibro di Venezia e Parma. In estate, nonostante le numerose richieste dalla Lega Pro, ha deciso di rinnovare il contratto pur consapevole del difficile momento attraversato dalla società e della politica di ridimensionamento che avrebbe costretto i canarini a lottare fino in fondo per evitare la retrocessione. Lui non si è perso d'animo, ha lavorato 24 ore su 24 fungendo anche da direttore generale, al punto che Fabiani lo ha definito <<uno dei maggiori esperti di calcio d'Europa>> consolidando il rapporti di stima e amicizia che li lega da anni
5 sconfitte in altrettante gare hanno spinto il Modena all'ultimo posto in classifica, ma nello scorso fine settimana si è vissuta una delle pagine più tristi della storia del calcio italiano. A causa di pendenze arretrate, l'amministrazione comunale ha deciso di chiudere le porte dello stadio e di lasciare fuori dall'impianto i calciatori che, al contrario, speravano di scendere in campo contro il Mestre che, dal canto suo, non ha accettato il rinvio della partita ottenendo tre punti a tavolino tra il disappunto generale. In un clima infuocato e con il concreto rischio di radiazione entro un mese, Capuano ci ha messo la faccia dicendosi pronto a restare a Modena a prescindere da tutto in segno di rispetto nei confronti della città, della tifoseria e di quei calciatori che ha voluto fortemente in Emilia Romagna e che ora si trovano senza stipendio e senza possibilità di giocare.
<<Non abbandono la nave, ho firmato un contratto pluriennale e sarebbe da vili andare via. Sto pagando a caro prezzo questa situazione dopo aver salvato la squadra sul campo, mi sento in colpa verso i miei giocatori. Nella storia del calcio non era mai successa una cosa del genere, io cercherò fino all'ultimo giorno di dare l'anima per questa maglia e per la sua tifoseria perchè sono garante di un popolo che vive la settimana in base al risultato della squadra del cuore>> ha detto durante un confronto con i tifosi che, ricooscendogli grossi meriti, gli hanno tributato un forte applauso e un coro di incoraggiamento. E' davvero una bella soddisfazione vedere un tecnico salernitano apprezzato così tanto in un contesto assai difficile. E intanto, mentre a Salerno qualcuno chiede alla proprietà di passare la mano ,un altro club storico e prestigioso rischia di ripartire dal dilettantismo...
Gaetano Ferraiuolo