Durante la trasmissione "Granatissimi" in onda ogni martedì alle ore 21 su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre) e condotta dalla giornalista Giovanna Di Giorgio, è intervenuto in esclusiva il difensore della Salernitana Alessandro Bernardini. Il centrale di Domodossola ha risposto con grande schiettezza non solo alle domande degli ospiti, ma anche ai tantissimi tifosi che hanno interagito con la nostra redazione telefonando in diretta o attraverso i social network. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:
Anzitutto come stai?
"Sono stato un po' più fortunato rispetto ai miei compagni di reparto: Tuia, ad esempio, credo starà fuori per qualche altra settimana. Io sto sicuramente meglio, oggi farò una radiografia e faremo il punto della situazione. Orientativamente potrei rientrare per il derby contro l’Avellino, stiamo parlando comunque di una frattura e bisogna agire con cautela. Personalmente vorrei forzare e mi piacerebbe essere in campo già sabato pomeriggio contro l’Ascoli per dare una mano ai miei compagni. Ce la metterò tutta anche per ripagare l'affetto del pubblico. Numerosi infortuni? Molti derivano da un trauma, Pucino invece ha problemi alla schiena: solo per Gatto e Ricci si tratta di noie muscolari"
Quarta rimonta stagionale, soddisfatto?
"Sicuramente sta capitando troppe volte: da un lato è positivo perché significa che siamo capaci di riprendere partite apparentemente finite come quelle contro Ternana, Pescara e Parma, ma non possiamo sempre regalare un tempo e perdere 45 minuti in questo modo. Bisogna sistemare ancora qualcosa, già da sabato è necessario correggere gli errori che abbiamo commesso lavorando con maggiore attenzione in tutte le fasi. Il nostro gruppo è molto forte, abbiamo gli attributi, ma non credo che possiamo pensare che riusciremo a rimontare sempre. L’impostazione deve essere diversa sin dai primi minuti, siamo noi a doverci imporre. Solo con lo Spezia siamo passati in vantaggio, una sola volta in sette partite. Il campionato è lungo, ci può stare che si possa attraversare un periodo del genere in cui sei discontinuo anche nell’arco della stessa partita”
Può aver inciso l'arrivo di qualche elemento a mercato quasi finito?
“Il calciomercato, soprattutto in serie B, prevede entrate e uscite anche improvvise, ma l’ossatura della nostra squadra è rimasta la stessa a parte Coda e Donnarumma che erano due punti di riferimento in attacco. Negli altri ruoli, però, non c’è stato nessuno stravolgimento e non mi attaccherei a questa situazione”
Come mai la difesa balla così tanto?
“Da tre anni che sono a Salerno, periodicamente, sento dire che la difesa prende troppi gol o che l’attacco segna poco. Nel calcio, però, quando si verificano queste situazioni non bisogna mai attribuire la colpa a un singolo giocatore o a un singolo reparto, è nell’insieme che la squadra mette in condizione il calciatore di esprimersi al meglio. Se guardiamo bene la partita con la Ternana ho commesso io degli errori individuali, ma spesso abbiamo subito diverse occasioni da gol: l’anno scorso non è mai successo specialmente nel girone di ritorno, dobbiamo ritrovare quella continuità”
L'ingresso di Sprocati ha cambiato la gara di Parma, molti tifosi non capiscono perchè sia rimasto in panchina...
“Sappiamo tutti che Sprocati è un lusso in questa categoria, uno di quei giocatori che calcia indifferentemente di destro e di sinistro, che può cambiare le partite e che ha fatto la differenza. In generale, però, è cambiato proprio l’approccio mentale della squadra nei secondi 45 minuti. Sono contento anche per Rodriguez: dopo Vercelli mi sono messo nei suoi panni, a Salerno è dura in certe situazioni e non era scontato che potesse reagire immediatamente. Dopo la doppietta con lo Spezia si è ripetuto a Parma, ha combattuto dal primo al novantesimo, si è fatto un “mazzo così” e questa è la prima cosa che noto. Si è procurato le due espulsioni e un calcio di rigore, non è poco. Questo conferma che è l’atteggiamento che fa la differenza, non il modulo”
Quanto può incidere, alla lunga, non partire benissimo?
“L’anno scorso siamo stati bravi a tirarci fuori dalle sabbie mobili della classifica grazie alle quattro vittorie consecutive, viceversa eravamo lì a lottare per non retrocedere. Iniziare bene sicuramente è importante, anche un avversario ti affronta con un piglio diverso e viene all’Arechi sperando di prendersi il punticino. E' necessario accelerare, anche perchè ci aspetta un calendario duro: contro l'Ascoli è categorico portare a casa i tre punti”
Qualche tifoso sostiene che non stai garantendo lo stesso rendimento degli anni passati, sei d'accordo?
“Non credo di aver giocato così male, certamente migliorando nel complesso la fase difensiva potrò crescere anche io e dare un contributo ancora maggiore. Nella passata stagione tutti rendevamo al massimo delle nostre potenzialità anche perché si difendeva tutti e undici, ora stiamo aggiustando determinati meccanismi e già dalla partita con lo Spezia si sono visti notevoli miglioramenti. Nelle prime cinque giornate subivamo davvero troppi tiri in porta”
Carmine da Pastena dice invece che potresti giocare in qualunque squadra di A e che i veri tifosi sono dalla parte del tecnico. Ovviamente non manca un appello: battere l'Avellino nel derby...
“Ringrazio per i complimenti, mi sembrano anche un pochino esagerati, ma fa sicuramente piacere avere la stima di chi, ogni settimana, è presente al nostro fianco per darci una mano. Credo che con l’Avellino sarò in campo, sappiamo benissimo quanto la tifoseria tenga a questa partita e vogliamo tutti riscattarci dopo la brutta vigilia di Natale dell’anno scorso. Dirò a Bollini del vostro sostegno, ma credo che il mister sappia benissimo che il mondo del tifo è abbastanza umorale e che fa parte del gioco passare dalle critiche agli applausi in poco tempo”
Perchè la numero 4?
“Ho sempre indossato la numero 4, anche in serie C. Ci sono affezionato, ma non c’è un motivo particolare”
Cosa significa per te giocare in questa piazza?
“Salerno è una città molto speciale, ho avvertito un calore che non avevo mai provato prima. A livello personale sento una stima importante, sono cose che aiutano moltissimo durante una stagione così lunga e difficile. Proveremo ad attaccare sempre sotto la Sud nel secondo tempo”
Marcature sulle palle inattive e nell'uno contro uno: su cosa state lavorando?
“L’evoluzione del calcio porta a giocare a zona, gli anticipi rappresentano una lettura personale da parte di ogni singolo calciatore. Se sbagli questo tipo di intervento, mandi in porta l’attaccante avversario: ci vuole un mix tra bravura e coraggio, a volte per non rischiare si preferisce aspettare e di provare a chiuderlo in un tempo successivo. L’anticipo è prezioso ed è bello da vedere, ma se vai a vuoto metti in difficoltà tutti i tuoi compagni di reparto. Il modulo? Un mese fa avrei detto sicuramente difesa a quattro, successivamente Bollini ha deciso di proteggerci un pochino dietro e si è schierato a tre. Anzitutto non prenderle, è giusto andare avanti con questo percorso che non è detto sia quello definitivo. Sulle palle inattive, invece, non esiste una soluzione giusta, a volte dipende molto anche dalle caratteristiche della rosa e dell’avversario. Se qualcuno soffre il contatto con l’uomo, è meglio difendersi a zona. Altro punto a favore della difesa è rappresentato dal fatto che con Schiavi e Tuia giochiamo assieme da tre anni, ci integriamo bene e conosciamo le nostre caratteristiche”
Cosa manca a Salerno per puntare alla A?
“Salerno, con il calore che c’è e la voglia di vincere, credo abbia tutte le carte in regola per lottare per la promozione. Tante persone che lavorano per la Salernitana possono però subire un effetto contrario patendo la piazza esigente , le troppe pressioni nei momenti di difficoltà ti fanno perdere sicurezza. E’ un’arma a doppio taglio, anche se io preferisco un tipo di tifo del genere; nelle fasi decisive è importante avere qualcuno con te, se vuoi fare il calciatore non puoi preferire una piazza morta a una come Salerno”
Bollini quest'anno si sta riscoprendo più calameontico, perchè l'anno scorso non lo ha fatto penalizzando una coppia d'attacco così forte?
“Con Sannino in verità giocavamo con un modulo simile a quello attuato in queste settimane, una sorta di 3-4-1-2 con Coda e Donnarumma avanti, Bollini invece aveva trovato un assetto stabile con il 4-3-3 che ha prodotto risultati e non c’era motivo di cambiare in corso d’opera. Quel sistema di gioco aveva fatto bene alla Salernitana”
La Salernitana di quest'anno è più forte o più debole dell'anno scorso?
“Abbiamo qualcosa in più sul piano delle soluzioni, c’è un mix importante di qualità, quantità e ignoranza calcistica. Siamo più belli da vedere in alcune fasi della gara, sugli esterni abbiamo un sacco di elementi che possono fare la differenza anche a partita in corso. Ho buone sensazioni, saremo superiori quando ritroveremo l'equilibrio che ci ha permesso di ben figurare nello scorso girone di ritorno”
Dove vuole arrivare questa società?
“Non so quale sia l’obiettivo della società, il nostro è quello di raggiungere quanto prima quota 50 punti. A quel punto potremo pensare di arrivare a qualcosa di importante: o se il Verona dell’anno scorso il Cagliari di due anni fa, oppure devi ragionare così. Conquistata la quota salvezza, il passo per cambiare obiettivo diventa molto breve”
Che idea ti sei fatto di questo campionato?
“Il Frosinone ha qualcosa in più rispetto alle altre, anche se non al livello delle big che hanno vinto nelle stagioni precedenti. E’ un campionato equilibratissimo e i dettagli fanno la differenza, a volte non subire gol può darti una spinta maggiore. La Salernitana deve essere brava a muovere sempre la classifica, a trovare la continuità. Tutte le partite sono equilibratissime, non si sa mai come può finire: non saprei pensare chi lotterà per non retrocedere e chi andrà ai play off. Noi possiamo competere alla pari con tutte. Una cosa è certa: el calcio non esiste la fortuna .Può aiutarti in una partita, ma di base sono altre componenti che ti fanno vincere”
Gaetano Ferraiuolo