Benevento

Quello che manca al Benevento è il cinismo (oltre che un pizzico di fortuna). Lo dicono i numeri, che in genere non mentono. Abbiamo preso come parametro per questa considerazione i tiri scagliati verso la porta avversaria. Ebbene, nell’ultima partita contro l’Inter, che ha la difesa più forte del campionato (solo 3 gol subiti), il Benevento ha fatto 8 tiri in porta e uno fuori, ha colto due pali, ha segnato un gol ed ha messo al suo attivo 6 occasioni da rete. Non male per la Cenerentola del campionato che fino a domenica era andata a segno una sola volta (con Ciciretti contro la Sampdoria). La classifica generale dei tiri è ancora più sorprendente: il Benevento ne ha fatti 73 in sette partite, 38 in porta, 35 fuori. In questa classifica virtuale la squadra giallorossa è addirittura all’undicesimo posto, lasciandosi alle spalle Crotone, Sassuolo, Torino, Verona, Bologna, Genoa, Sampdoria, Cagliari e Spal. Arrivare al tiro vuol dire che la squadra è in grado di creare gioco, un po’ meno di concretizzarlo. E’ su questo che bisognerà lavorare per il futuro. L’ultima sfida coi nerazzurri ha detto che schierare più attaccanti non significa per forza creare più occasioni da rete. Per la prima volta il Benevento ha giocato con una sola punta centrale e due esterni offensivi come D’Alessandro e Lombardi. E non sembra che sia stato meno pericoloso delle altre volte, anzi. Questa volta era senz’altro più difficile creare gioco, perché le qualità dell’Inter sono indiscutibili: nonostante questo la squadra giallorossa è riuscita ad andare una volta in gol e a colpire due legni. I numeri, dunque, dicono che forse l’assetto utilizzato contro l’Inter è stato quello più appropriato. Insomma, la strada per credere in un futuro più roseo è questa.

f.s.