E' slittata al 14 dicembre, per un problema di notifiche, l'udienza preliminare dinanzi al gup Loredana Camerlengo, che dovrà decidere se spedire a giudizio, così come proposto dal ppm Maria Scamarcio, o proscioglierele le undici persone tirate in ballo dall'indagine della guardia di finanza sulla Gosaf, la società di riscossione dei tributi che, dopo aver operato in oltre cinquanta comuni italiani, dall'ottobre del 2014, dopo essere stata sequestrata, è guidata da un commissario giudiziario.
La richiesta di processo riguarda Vincenzo Piccoli, 83 anni, di Sant'Agata dei Goti, presidente del Cda della Gosaf; Anna Maria Guadagno, 62 anni, di Paolisi, responsabile dell'area economica finanziaria del Comune di Paolisi; Domenico Principe, 66 anni, consigliere comunale a Paolisi; Carmine Montella, 55 anni, responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Paolisi; Laura Gabriele, 34 anni, di Isola Liri, responsabile del servizio tesoreria della Gosaf; Giuseppe Rossetti, 49 anni, di Piedimonte Matese, dirigente e membro del Cda della Gosaf; Raffaele Grimaldi, 54 anni, di Napoli, ragioniere generale della Provincia di Napoli; Claudio Marchese, 58 anni, di Napoli, responsabile dell'ufficio tributi della Provincia di Napoli; Salvatore Nacarlo, 63 anni, di Ascea, ragioniere capo del Comune di Portici; Salvatore Pollastro, 55 anni, di Sant'Agata dei Goti, dipendente del Comune saticulano, comandato presso la Regione Campania per il gruppo Popolari Udeur; Massimo Magnante, 49 anni, di Ferentino, responsabile dei servizi finanziari del Comune di Anagni.
Le accuse contestate a vario titolo vanno dal peculato al falso ed all'abuso d'ufficio. Nel mirino dei militari della polizia tributaria sono finite le somme che la Gosaf avrebbe incassato e non versato ai Comuni di Portici e Anagni e, nel caso di Paolisi, il denaro che la società non avrebbe potuto utilizzare perchè quei fondi assegnati al Comune erano vincolati. Secondo la Procura, per quanto riguarda Portici e Anagni, la Gosaf si sarebbe appropriata, rispettivamente, “di 726mila euro riscossi a titolo di Tarsu e Tefa (tributo esercizio funzioni ambientali), di competenza della Provincia di Napoli” , e “di 1 milione e 600mila euro: 1 milione e mezzo per la Tarsu, di competenza del Comune anagnino, il resto quale Tefa da riversare alla Provincia di Frosinone”.
Sono impegnati nella difesa gli avvocati Marcello D'Auria, Paolo Abbate, Pasquale Matera, Sergio Clemente, Paolo Piccialli, Carmelita Romano, Alfonso Stile, Sara Petella, Alfonso Furgiuele, Francesco Trinchera, Vincenzo Maiello, Vittorio Fucci, Gennaro Iannotti e Vincenzo Galasso.
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