di Simonetta Ieppariello
Un branco in azione in uno dei punti più belli di Napoli: Marechiaro. L'arrivo e le minacce. Ed è iniziato l'incubo per una giovanissima. (Clicca qui per vedere video tg Ottochannel Tv, canale 696 del digitale terrestre)
Questa è l'ennesima storia di violenza. Un presunto stupro di gruppo perpetrato in danno ad una ragazzina di soli 15 anni, da un gruppo di coetani. Si delineano i ruoli nel quadro istruttorio del presunto branco che sarebbe entrato in azione a Marechiaro. Si aspettano le versioni dei ragazzini accusati, che ora restano nelle case famiglie a cui sono stati destinati.
E poi il social network che è stato decisivo per identificare i presunti aguzzini. Ma lo stesso social, quella piattaforma virtuale diventa la piazza della gogna, delle accuse e minacce e del tritacarne mediatico che tutto distrugge e vite divora.
Violenza sessuale di gruppo, questa l’accusa. Che riporta indietro a quattro mesi fa, domenica 28 maggio sullo “scoglione” di Marechiaro sempre affollato di giovani bagnanti. E' proprio in quella zona che tutto accade. C’è tanta gente a pochi metri, eppure nessuno vede, si accorge di quanto sta succedendo. Poco dopo la ragazzina arriva in ospedale, al San Paolo, sotto choc. Racconta cosa le è successo, durante la visita vengono effettuati prelievi di tracce biologiche. I mesi di indagine sarabbero scorsi proprio guardando foto e profili, leggendo frasi e commenti.
Ma nel gruppo ci sarebbero due ragazzini che, nei fatti, non avrebbero commesso violenza ma sarebbero rimasti a guardare quanto accadeva. Per loro non è stata chiesta alcuna misura cautelare, ma le loro figure si sono materializzate nella ricostruzione fatta da almeno due testimoni. Sono minorenni anche loro e farebbero parte del branco .
La stessa vittima ha confermato che i due minorenni in questione non sarebbero intervenuti, avrebbero solo guardato assistito a quelle violenze. Intanto la polemica i commenti si sprecano su social e giornali.
«Leggiamo dell'arresto di tre minorenni accusati di essere gli stupratori di una sedicenne a Marechiaro a Napoli. Non esiste redenzione per chi decide di usare violenza sessuale contro donne e bambini. Chiunque si macchi di questo reato deve essere punito con la castrazione chimica. Continuiamo a chiederlo: si discuta subito la nostra proposta di legge sulla castrazione chimica. La politica si deve occupare nell'immediato di garantire giustizia per le vittime di violenza. Non possiamo più tollerare la proliferazione di questi fatti gravissimi. La castrazione chimica è l'unico deterrente possibile». Così Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato.