Benevento

Ha chiesto di essere interrogato, ed ora attende di poter comparire dinanzi agli inquirenti per offrire la sua versione dei fatti e, soprattutto, respingere l'accusa di aver abusato sessualmente di una ragazza. E' stata prospettata nell'indagine, conclusa, del pm Miriama Lapalorcia e della Squadra mobile a carico di un poco più che quarantenne operatore del Fatebenefratelli di Benevento, nel frattempo trasferito presso un'altra sede.

I fatti risalgono allo scorso anno, la presunta vittima è una ragazza sordomuta, affetta anche da un deficit mentale, che abita in provincia. L'inchiesta è stata scandita anche da un incidente probatorio che si è tenuto nel luglio 2016, quando la giovane – è rappresentata dall'avvocato Grazia Luongo – aveva ricostruito, con l'assistenza di una interprete della lingua dei segni e di uno psicologo, ciò che avrebbe subito mentre era in ospedale per assiste la madre.

L'uomo (è difeso dall'avvocato Grazia Sparandeo) avrebbe prelevato la paziente dalla stanza di degenza e l'avrebbe accompagnata, servendosi di un ascensore, presso l'ala del nosocomio che ospita gli ambulatori. La donna doveva infatti sottoporsi ad un esame. Con lei c'era la figlia, che l'indagato, all'improvviso, avrebbe invitato, con un gesto della mano, a seguirlo. Lei lo aveva fatto fin dentro una camera riservata ad una delle branche specialistiche. Una stanza dotata di un bagno nel quale l'operatore avrebbe spinto la malcapitata, costringendola contro un muro. A quel punto, avrebbe approfittato di lei dopo averla svestita.

Sarebbe stata una familiare, quando la malcapitata era tornata a casa dopo aver lasciato il Fatebenefratelli, ad accorgersi che era turbata. Le aveva chiesto il motivo, e lei, che fino a quel momento non lo aveva fatto, aveva accennato a qualcosa. Ecco perchè la congiunta, preoccupata, si era rivolta ad un'amica che era riuscita a capire ciò che era successo. Il passo successivo era stata la denuncia che aveva dato il là all'attività investigativa.

Esp