di Luciano Trapanese
Salerno cambia volto. Dalla Regione arrivano fondi e progetti, anche per la provincia (e non solo). Li ha annunciati questa mattina il governatore Vincenzo De Luca, in un incontro nella sala Pasolini (ex Diana). Sono i primi effetti del Patto per il Sud siglato a Napoli con l'allora premier Matteo Renzi.
Dopo anni di stallo si torna a investire. E – se tutto dovesse andare a buon fine – si potrebbe anche vedere la luce in fondo al tunnel di una crisi che dura da troppo.
Ma quali sono i progetti? Tanti e importanti. Per complessivi 400 milioni.
Partiamo dal Ruggi d'Aragona. C'è una prima tranche che consentirà la costruzione di una nuova sede a pochi passi dall'area Finmeccanica, alle spalle della Centrale del latte. Un rilancio in grande stile della struttura ospedaliera.
E' prevista (finalmente) la metanizzazione del Cilento. E l'elettrificazione (anche questa molto attesa), della linea ferroviaria Salerno – Avellino – Benevento. Una grande occasione per l'università di Fisciano. Ma anche un collegamento più efficace – anche su treno - tra capoluoghi di provincia (restituendo un senso alla stazione di Avellino, ormai ridotta ai minimi termini).
A proposito di ferrovia, quella di Salerno diventerà un vero terminal (con investimenti da 25 milioni, sarà un punto di riferimento ancora più importante per la rete nazionale): snodo per i collegamenti tradizionali, l'alta velocità, le tratte con le zone interne e tutto il Sud Italia.
La stazione avrà anche due nuovi binari (8 e 9), che – tra l'altro – consentiranno l'accesso al tunnel che collegherà la piazza della ferrovia con la cittadella giudiziaria.
I trasporti sono centrali negli interventi previsti dalla Regione. I trasporti e l'ateneo di Fisciano (infrastrutture e conoscenza). E' infatti previsto un intervento anche sulla Codola – Sarno per rendere davvero veloce il collegamento dell'Agro Nocerino Sarnese con l'università.
Buone notizie anche per le imprese, a Salerno – primi in Italia – sarà sperimentato il Zes (Zone economiche speciali), una forma di autoimprenditorialità introdotta (pensate un po') dalla Cina e che in Europa è stata utilizzata, e con successo, solo in Polonia. In pratica saranno affidate opere pubbliche a società a capitale misto pubblico/privato. Con particolari agevolazioni fiscali. L'investimento arriva fino a 50 milioni. Una grande occasione.
Ma non solo. Anche l'area industriale di Salerno è stata inserita tra le zone di crisi complessa. Il che significa, fondi e progetti.
«Un programma di investimenti produttivi e infrastrutturali – ha dichiarato De Luca – capace di far crescere il prodotto interno lordo della regione e far finalmente ripartire l'economia campana».
Ma torniamo ai trasporti. Vero punto nodale di questo piano così articolato.
E' previsto il prolungamento della metro dallo stadio Arechi fino all'aeroporto. Porterebbe benefici evidenti allo scalo. E l'investimento sarebbe anche un motore ulteriore allo sviluppo turistico della zona.
Saranno inoltre eliminati – ed era ora – anche 25 passaggi a livello.
Un progetto complessivo importante. Che oltre a porre le basi per una crescita economica di Salerno e della sua provincia, consente di connettere il capoluogo con Avellino e Benevento, creando i presupposti per quella “metropoli diffusa” che, contando sulla forza di singole realtà, può proiettare l'intera area verso il futuro.
De Luca ha anche precisato: «La Regione per Salerno c’è, ed è la prima volta che c’è davvero. Il nostro ente non è per il municipalismo né per favoritismi. Siamo impegnati in un discorso di correttezza ed equità. E chi non spende perderà finanziamenti. Naturalmente anche Salerno. Tutto questo chiarisce bene il senso: siamo di fronte a un'altra Campania».
I progetti ci sono, i fondi anche. La volontà politica pure. Aspettiamo i risultati. Fondamentali, per Salerno e per l'intera regione. Il futuro non può attendere.