Il Lungomare di Salerno come un luogo di incontro e di unione per tutti i salernitani. Questo il motivo che ha spinto la comunità senegalese a sceglierlo per una seconda assemblea pubblica, proprio per dichiararsi pronti al dialogo con le istituzioni e con la cittadinanza, mettendo da parte le polemiche e le discussioni dei giorni scorsi.
“Noi viviamo qui da trent'anni e pretendiamo di essere salernitani – precisa ai microfoni di Ottochannel il leader della comunità senegalese salernitana Daouda Niang – tutti sanno i senegalesi chi sono e come siamo integrati in questa città.
Se pure mi insultano non fa nulla, perchè Salerno non è una città razzista, Salerno resta una città che accoglie”. Nei giorni scorsi proprio il leader senegalese è stato al centro di uno scambio di battute con il governatore Vincenzo De Luca che l'ha definito “un pinguino, che va cacciato da Salerno"
Ho visto che gli stranieri si vanno convincendo nell’utilizzare l’area indicata dal comune per la vendita dei loro prodotti, diciamo etnici anche se alla fine è merce contraffatta.
Purtroppo invito tutti ad avere gli occhi aperti sulla sicurezza in città – ha continuato De Luca - .Abbiano rilevato fenomeni di spaccio di droga ed atteggiamenti violenti nei confronti dei vigili urbani e non solo. Tra poco dovremo chiedere il permesso a queste persone per poter passeggiare a lungomare”.
Redazione Salerno