Salerno

Alla fine l'impennata c'è stata. Pur ancora lontanissima dagli standard abituali, la piazza di Salerno ha ancora una volta risposto presente all'appello della società e dei calciatori acquistando nelle ultimissime ore il biglietto per assistere alla partita e provando a spingere la squadra verso la seconda vittoria stagionale. In un clima obiettivamente più freddo rispetto alla solita bolgia infernale dell'Arechi e con enormi spazi vuoti sia nei distinti, sia in tribuna, la Salernitana non è quasi mai riuscita a trascinare il proprio pubblico e ha meritato i primi fischi stagionali, giunti solo al 90': è questo l'ennesimo segnale di maturità di un pubblico ormai disincantato e che, come abbiamo sottolineato più volte, andrebbe incentivato di più. Lo zoccolo duro, tuttavia, non ha fatto mancare il proprio fondamentale apporto e nella ripresa la Sud ha provato a trasformarsi nel bomber dei granata permettendo alla Salernitana di andare al tiro diverse volte pur senza centrare il bersaglio.

Boato liberatorio quando Adamonis ha deviato in angolo il calcio di rigore, così come la curva diventava una polveriera ogni qual volta si batteva un calcio d'angolo. Non è bastato, anzi l'Ascoli ha sfiorato addirittura la vittoria portando a casa un punto tutto sommato meritato in uno stadio che, un tempo, era inviolabile per tutti e che deve necessariamente tornare ad essere un fattore. In totale c'erano 8500 spettatori, un migliaio in più rispetto al flop registrato in occasione della sfida interna contro lo Spezia. Complessivamente in 44500 hanno assistito alle prime cinque esibizioni stagionali, una media di 8900 a partita decisamente più bassa addirittura rispetto all'ultimo torneo di Prima Divisione.  Nota di colore: per la prima volta anche Zito ha beccato qualche fischio, dalla tribuna improperi per arbitro e allenatore. Un augurio, comunque, alla Nuova Guardia che ha celebrato i 27 anni di attività: loro sì che dodicesimo uomo lo sono 365 giorni all'anno...

Gaetano Ferraiuolo